Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Cervinara

Orchi di Cervinara: la condanna diventa definitiva

Si sono aperte le porte del carcere per padre e figlia, accusati di violenza sessuale aggravata e continuata e corruzione di minori, perpetrata su due sorelline minorenni

Si sono aperte le porte del carcere per padre e figlia, accusati di violenza sessuale aggravata e continuata e corruzione di minori, perpetrata su due sorelline minorenni. In cella sono finiti Annarita Zipete, 25enne madre delle bambine abusate dal nonno materno, e Aniello Zipete, 58enne di Cervinara. Il Tribunale di Avellino, in composizione collegiale presieduto dal giudice Giulio Argenio, nel maggio del 2022 condannò a 16 anni di reclusione la madre delle bambine, il nonno paterno e lo zio Carmine Di Martino (già detenuto, per il quale la pena venne ridotta in Appello), compagno all'epoca dei fatti della sorella di Annarita Zipete. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Rolando IorioPasquale Meccariello e Vittorio Fucci. Adesso, i giudici della Corte di Cassazione hanno rigettato i ricorsi avanzati dai loro legali e le condanne inflitte in primo e secondo grado sono diventate definitive.

Una terribile storia di abusi e poi l'arresto

Tutto venne a galla nel luglio del 2020, quando i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino eseguirono un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini, l'allora cinquantaquattrenne di Cervinara e un trentenne di San Martino Valle Caudina, che avrebbero più volte abusato sessualmente di due bimbe di 5 e un anno. Le contestazioni mosse a loro carico furono quelle di violenza sessuale aggravata, contemplanti la pena edittale più alta per ipotesi delittuose del genere. L'ordinanza applicativa della massima restrizione personale è stata emessa dal giudice delle indagini preliminari di Avellino, su richiesta dei P.M. della locale Procura della Repubblica, all'esito di un'articolata indagine originata dalla denuncia della coordinatrice della comunità educativa ove furono collocate le minorenni.

Avrebbero agito con la connivenza della madre

Gli sviluppi investigativi, svolti secondo specifici protocolli investigativi per i casi di abusi sessuali in danno di giovanissime vittime e corroborati dall'analisi psicologica e dall’esame clinico-specialistico delle minorenni, portarono al disvelamento di un turpe scenario di plurimi abusi sessuali all'interno delle mura domestiche di una palazzina sita in Cervinara. I due autori delle violenze, uno il nonno delle bambine, l'altro un compagno della zia, avrebbero agito con la connivenza della madre delle giovanissime vittime, anch'essa poi accusata di aver permesso le sopraffazioni sessuali perpetrate ai danni delle figlie dal padre e dal compagno della sorella convivente tra il 2018 e il 2019.

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