Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Operaio travolto da un cancello di ferro: "Per salvarlo ho perso un dito ma lo rifarei altre mille volte"

Cause e responsabilità dell'incidente saranno sicuramente accertate dalla Procura della Repubblica e dalle Forze dell'Ordine, ma se oggi Silvio è vivo e combatte in un letto d'ospedale per tornare alla vita, lo deve a questi due giovani eroi

Il 3 febbraio scorso  crollò un cancello in ferro davanti ad uno stabilimento nel quartiere ferrovia e un operaio rimase travolto dal pesante cancello dell'area dove sostano i mezzi della ditta per cui lavorava. L'uomo, da quel giorno, è in un letto d'ospedale e non sa ancora se riuscirà a camminare. Nella giornata di ieri, i familiari dell'operaio hanno affidato il mandato per la difesa all'avvocato Tullio Tartaglia. Dopo più di un mese da quella drammatica sera, la moglie dell'operaio che ha subito il grave infortunio ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno assistito e curato; a cominciare dal personale medico da cui riceve le migliori cure con professionalità e umanità; ma anche e soprattutto due persone che lo hanno immediatamente soccorso: "Mio marito era solo all'interno dell'area parcheggio, come sempre il primo ad arrivare al lavoro, che era tutta la sua vita e che svolgeva con passione, e l'ultimo ad andare via. In quanto tale aveva il compito di chiudere il pesante cancello. Quando è stato travolto dal pesante cancello, riportando fratture multiple e danni ai polmoni, incastrato e immobile, era solo e destinato certamente a morire. Ma così non è stato grazie ai due ragazzi che passavano da quelle parti per caso e che, allertati dal forte tonfo, si sono subito attivati per cercare di sollevare il cancello di quel poco che bastasse a far strisciare fuori Silvio. So che uno di questi ragazzi ha perso parte di un dito, rimasto incastrato sotto il peso del cancello e, probabilmente, si tratta del ragazzo con la mano fasciata che in ospedale si preoccupava più delle condizioni di mio marito, che dopo essere strisciato fuori aveva perso i sensi, a causa dei dolori lancinanti, che della sua mano".

Il ragazzo in questione si chiama Piero ed è stato raggiunto dai microfoni di Avellino Today cui ha raccontato quei drammatici momenti: "Ero in macchina con un mio amico quando, a un certo punto, abbiamo sentito un violentissimo tonfo e poi delle grida lancinanti. Immediatamente ci siamo diretti sul posto e abbiamo visto un uomo incastrato sotto al cancello", inizia così il racconto di Pierino che, con emozione, ricorda gli accadimenti del 3 febbraio scorso. "Ho chiamato i Vigili del Fuoco mentre il mio amico tentava di fermare le auto che passavano. Stava trascorrendo troppo tempo, quell'uomo aveva bisogno di aiuto e, quindi, abbiamo cercato di sollevare il cancello per estrarlo. Solo dopo mi sono reso conto che avevo la mano piena di sangue e che nel tentativo avevo perso una falange". 

Per quell'incidente è già stato sottoposto a un intervento chirurgico. 

"Si, sono stato operato il 10 febbraio scorso. L'intervento è perfettamente riuscito ma la riabilitazione sarà lunga. Ho forti dolori ma non rimpiango nulla. Lo rifarei altre mille volte. Sono assolutamente certo che quella fosse, davvero, l'unica cosa da fare in una situazione così drammatica". 

Dopo l'incidente ha continuato ad avere rapporti con i familiari di Silvio?

"Assolutamente sì, con la moglie che c'ha sempre dimostrato una profonda gratitudine. Sono episodi che, sicuramente, ti legano e creano rapporti forti anche con persone completamente sconosciute". 

Gli incidenti sui luoghi di lavoro sono quasi all'ordine del giorno. Tu che hai provato sulla tua pelle un dolore così grande, come te lo spieghi?

"Il lavoratore non è mai tutelato ed è costantemente vittima della negligenza dei datori di lavoro. Il lavoratore è vittima della strafottenza di persone interessate soltanto a prendere, piuttosto che a dare. La tragedia accaduta a Silvio poteva succedere a ciascuno di noi. Un datore di lavoro deve mettere i propri lavoratori in condizione di operare in sicurezza. Stringendo rapporti con Silvio e i suoi familiari, infatti, ho saputo che il cancello dava segni di cedimento già da almeno tre anni. Segnalazioni fatte dagli operai e che sono rimaste inascoltate. Invece, ovviamente, l'interesse è arrivato soltanto adesso, quando l tragedia si è già verificata. Perché non è stato fatto prima?"

Cause e responsabilità dell'incidente saranno sicuramente accertate dalla Procura della Repubblica e dalle Forze dell'Ordine, ma se oggi Silvio è vivo e combatte in un letto d'ospedale per tornare alla vita, lo deve a questi due giovani eroi. 

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