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Omicidio Tornatore, colpo di scena al processo: manca ancora l'assassino

La V sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli ha riformato la sentenza a carico di Vietri Francesco

Continua senza sosta il processo relativo al delitto di Michele Tornatore e, il dibattimento, seguita a garantire colpi di scena. In data odierna, infatti, la V sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli riformava la sentenza a carico di Vietri Francesco. L’imputato, difeso dagli avvocati Pizza e Caserta - condannato in primo grado all’ergastolo con isolamento - ha visto la propria condanna modificata in anni 14 di reclusione. Cade, dunque, l’imputazione dell’omicidio premeditato.  Allo stato attuale delle cose, quindi, Vietri è ritenuto colpevole soltanto di favoreggiamento e distruzione di cadavere. Confermata, invece, la sentenza di anni sei di reclusione per Rainone Pasquale, condannato per concorso in distruzione di cadavere.

Solo dieci giorni fa era stata chiesta la conferma delle condanne  

Appena dieci giorni fa il Procuratore generale di Napoli richiedeva la conferma delle condanne per Francesco Vietri, 56enne di Montoro, e Pasquale Rainone, 31enne di Fisciano, condannati in primo grado. I giudici, accogliendo le richieste del Pm Simona Rossi, emisero la sentenza di ergastolo con isolamento per Vietri e sei anni per Rainone.

Il delitto in odore di camorra

Tornatore, in semilibertà, aveva lasciato la Casa Circondariale di Bellizzi il 4 aprile del 2016 per non farvi mai più ritorno. L’uomo aveva noleggiato un’auto che disponeva anche di un gps, l’aveva parcheggiata nell’area di sosta di un deposito di Montoro e qui, stando a quanto affermano gli inquirenti, sarebbe stato colpito da tre colpi d’arma da fuoco e poi trasportato nella discarica dove la vettura è stata data alle fiamme.

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