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Omicidio Tornatore, Vietri: "Non sono io l'assassino"

Il 54enne imputato di Montoro ha reso dichiarazioni spontanee nel corso dell'indagine sul delitto in odore di camorra. Il ritorno in aula, adesso, è atteso per il 6 febraio; quando saranno ascoltati due testi e i consulenti nominati dalla difesa di Vietri

Francesco Vietri, 54enne di Montoro detenuto presso il carcere di Benevento e difeso dagli avvocati Italo Benigni e Anna Caserta, ha reso dichiarazioni spontanee. Ricordiamo che l'uomo è indagato per l'omicidio di Michele Tornatore, ucciso con un colpo di pistola alla testa e poi carbonizzato in una Nissan Almeira, trovata in una discarica di Contrada il 7 aprile del 2017. 

Vietri ha fatto molto più di un passo indietro, ritrattando tutto quello che aveva dichiarato alla polizia giudiziaria. Ecco quanto dichiarato in aula:

"Ho mentito per paura di essere arrestato. Non ho ucciso io Tornatore. La macchina di Michele è stata portata davanti al mio deposito di Montoro il 4 aprile da un giovane con accento rumeno. Questo ragazzo mi ha detto che Michele e Rocco Ravallese sarebbero venuti a riprenderla in serata . Quando il rumeno si è allontanato è giunto Ravallese, che ha aperto la macchina e ha preso un cellulare, rompendolo. Io gli ho chiesto spiegazioni e lui ha detto: Il cellulare è mio, stasera torno a prendere la macchina".

La descrizione non finisce qui:

"Dopo un pò ho cominciato a controllare l'auto e ho visto una macchia di sangue; che ho pulito con uno straccio. In questa occasione devo essermi sporcato la scarpa col sangue della vittima".

Successivamente, Vetri afferma di aver chiamato Rinone, autotrasportatore di Fisciano, detenuto presso il carcere di Bellizzi Irpino con l'accusa di distruzione di cadavere e difeso dall'avvocato Marino Capone. 

"Ho chiesto a Rainone di accompagnarmi in località Serre per liberarmi dell'auto. Con un cavatappi ho forzato la portiera e ho messo in moto".

Entrambi gli imputati hanno sempre dichiarato di non avere incendiato l'auto.

"Ho soltanto aperto il cofano e tolto la scatola del gps, mettendola in tasca. Dopo ho raggiunto Rainone, che mi aspettava dopo la curva. Il bossolo rinvenuto nella mia proprietà? Deve essere stato portato dal giovane rumeno o da Ravallese". 

Il ritorno in aula, adesso, è atteso per il 6 febraio; quando saranno ascoltati due testi e i consulenti nominati dalla difesa di Vietri. 

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