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Omicidio Tornatore, il cerchio si stringe

Sono tre gli indagati per il brutale delitto

Le indagini relative all’omicidio Tornatore proseguono senza sosta. Il cadavere dell’uomo fu ritrovato il 7 aprile scorso tra Contrada e Montoro e, gli ultimi aggiornamenti, affermano che gli inquirenti sono alla ricerca del complice. Le indagini, in tal senso, stanno concentrandosi nella zona di Mercato San Severino. Sotto controllo anche i tabulati dei cellulari degli indagati.

Fino a questo momento, i nomi legati al delitto sono quelli di Francesco Vietri (detenuto nel carcere di Benevento con l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere con l’aggravante del metodo mafioso), Rocco Ravallese (denunciato a piede libero per omicidio e distruzione di cadavere), e  Gianpaolo Malafronte, un 37enne di Montoro. Per quest’ultimo l’accusa è di favoreggiamento aggravato dal metodo mafioso. Un’accusa che lo ha condotto verso la denuncia in stato di libertà. La Direzione distrettuale antimafia contesta a Malafronte, inoltre, di aver reso false dichiarazioni ai Carabinieri che indagano sul delitto Tornatore. L’uomo, infatti, avrebbe negato di aver avuto contatti telefonici con il primo iscritto nel registro degli indagati. Il cerchio si stringe e presto tutti i colpevoli avranno un nome.

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