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Omicidio Tornatore, i legali della difesa: "Nessuna prova certa"

L'inchiesta continua senza sosta

Continua senza sosta l’inchiesta per fare luce sull’omicidio di Michele Tornatore, freddato con due colpi di pistola e poi carbonizzato in una Nissan Almeira il 4 aprile del 2017. Oggi, in Tribunale, è stato il giorno della difesa per Francesco Vietri (difeso dagli avvocati Italo Benigni e Anna Caserta), accusato di concorso in omicidio e distruzione di cadavere. Imputato con lui anche il 31enne di Fisciano, Pasquale Rainone, accusato di distruzione di cadavere senza l’aggravante mafiosa, fatta cadere dal ricorso in Cassazione, curato dall’avvocato Marino Capone.

I legali hanno sottolineato la totale mancanza di prove certe, capaci di condurre alla condanna dell’imputato. Successivamente, l’attenzione si è focalizzata sulle intercettazioni inerenti l’indagine bis sull'inchiesta e che coinvolgono Gerardo Iannone. Stando a quanto afferma la tesi difensiva dell'avvocato, il fatto che Iannone si rivolgesse a Rainone definendolo il suo “erede”, fisse legato al fatto che l’imputato è fidanzato con la figlia dello stesso Iannone.

Adesso, per conoscere la sentenza, occorrerà attendere settembre; quando conosceremo la decisione dei magistrati Luigi Buono e Giulio Argenio. 

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