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Omicidio di Seriate, Tizzani si sfoga: "Sono innocente e ho paura"

"L'ho sempre detto: non sono stato io a uccidere mia moglie, chi l'ha fatto è ancora in giro. Io, invece, non esco più di casa"

I dati forniti nel pomeriggio di ieri dai Ris mostrano una certezza in più a favore di Antonio Tizzani. All’interno del sacchetto in cui era nascosto il coltello usato per uccidere la professoressa di 63 anni c’è il sangue della vittima, ma non c’è il DNA di Antonio Tizzani.  Il DNA ritrovato, inoltre, non appartiene nemmeno ai due figli della coppia, Paolo e Mario. Si tratta di un DNA maschile assolutamente sconosciuto fino a questo momento.

Ecco quali sono state le dichiarazioni di Antonio Tizzani al momento della lettura della notizia:

«Mi sento sollevato, ma temo per la mia incolumità. L’ho sempre detto: non sono stato io a uccidere mia moglie, chi l’ha fatto è ancora in giro. Io, invece, non esco più di casa».

Questo, invece, è quanto affermato dal procuratore di Bergamo, Walter Mapelli:

«È una novità fondamentale. Ora dobbiamo capire a chi appartiene quel DNA. Le indagini vanno avanti e vorrei dire che noi non abbiamo mai smesso di percorrere anche la pista dell’incappucciato, come ha raccontato l’indagato».

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