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Omicidio di Seriate, l’assassino non si è pulito dopo il delitto

Ritrovata una traccia mista di sangue della vittima e DNA del marito, Antonio Tizzani

Non c’è traccia di sangue nelle tubature del lavandino del bagno attiguo alla cucina dove Gianna Del Gaudio è stata sgozzata nella notte 26 agosto. Le indagini rivelano, quindi, che l’assassino non si è lavato le mani né ha pulito l’arma del delitto: il famoso taglierino ritrovato il 6 ottobre, lordo di sangue. E’ presente, invece, una traccia ematica sul piano del lavandino, proprio accanto allo spazzolino da denti. Una traccia mista di sangue della vittima e DNA del marito, Antonio Tizzani, unico indagato per l’omicidio.

Occorre capire, adesso, se il sangue potrebbe interessare l’omicidio o se, invece, la prof avellinese  aveva gengive che sanguinavano. Al momento, il dubbio più grande riguarda i guanti bianchi in lattice trovati all’interno del sacchetto. Sui guanti è presente una traccia in cui al sangue di Gianna è sovrapposto un Dna maschile sconosciuto. Sono stati raccolti 70 campioni salivari da cui gli esperti del Ris estrarranno i Dna da comparare con quello ignoto. 

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