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Cronaca

Omicidio Gioia, Giovanni ed Elena sono capaci d'intendere e volere

La perizia disposta dal Tribunale di Avellino li ha dichiarati capaci di intendere e volere

Continua l'inchiesta relativa all'omicidio di Aldo Gioia. Il 10 gennaio scorso, il dottore Giuseppe Sciaudone ha acquisito ulteriori atti presso il Tribunale di Avellino. A suo dire, necessari al fine di completare la relazione. Nella giornata di oggi ha avuto luogo il deposito della perizia sui due giovani imputati - Elena Gioia e Giovanni Limata – al fine di valutare la loro capacità di intendere e volere al momento del delitto. Il dottore nominato dal tribunale di Avellino non ha dubbi: i due imputati sono capaci d'intendere e volere. La prossima udienza, ora, è stata fissata per il 22 febbraio. In quell'occasione, gli imputati saranno difesi di fiducia dagli avvocati Rolando Iorio e Livia Rossi. 

La dinamica del delitto di Aldo Gioia 

Aldo Gioia è stato assassinato la sera di venerdì 23 aprile 2021 da Giovanni Limata, 23 anni di Cervinara, entrato in casa della vittima grazie alla complicità della figlia 18enne, Elena Gioia, sua fidanzata all'epoca del delitto. Le urla di Gioia, colpito mentre dormiva, avevano richiamato l'attenzione della moglie e dell'altra figlia e l'aggressore era scappato. Poco dopo era rincasata Elena, che aveva chiamato i soccorsi: alle Forze dell'Ordine aveva parlato di un'irruzione da parte di ladri. 

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