Omicidio De Cristoforo, Luigi Viesto condannato a dieci anni di reclusione

Un delitto di camorra voluto dal clan Partenio

Nella giornata di oggi, il collegio giudicante presieduto da Roberto Melone, coadiuvato dai magistrati Zarrella e Cozzino, condannavano Viesto Luigi ad anni dieci di reclusione per il tentato omicidio di Walter De Cristoforo. Un delitto di camorra voluto dal clan Partenio; quest'ultimo, infatti, nelle figure dei cugini Modestino e Amedeo Genovese, vedeva in De Cristoforo una figura in grado di rappresentare un grosso ostacolo per le attività di spaccio del clan nel territorio serinese. Questo perchè, i due cugini, avevano come unico interlocutore Antonio Masucci. 

Lo stato di salute cagionevole di Viesto

Nel novembre scorso, l'udienza fu rinviata a causa di un malore in aula di Luigi Viesto. Il Viesto, infatti, non potè deporre sul primo attentato, poichè il suo stato di salute cagionevole non glielo permise: dallo scorso febbraio, infatti, dopo una serie di ischemie, Viesto è su una sedia a rotelle, cosa che gli ha permesso di ottenere il trasferimento dal carcere di Velletri ai domiciliari.

L'omicidio di De Cristoforo

Walter De Cristofaro fu ucciso il 12 luglio del 2000 in pieno giorno con numerosi colpi d’arma da fuoco mentre, in compagnia del figlio, si trovava al bar Tiglio, a San Biagio di Serino. L’omicidio si inseriva, così come accertarono le indagini, nella strategia che il clan camorristico Genovese in quegli anni attuava sul territorio irpino per assicurarsene il controllo. Da tale delitto derivò, infatti, il predominio non solo nella città, ma anche nella provincia di Avellino. Walter De Cristofaro era il referente del clan Cava per la zona di Serino da lui controllata insieme ad Antonio Masucci. Masucci, in seguito passò con il clan Genovese. Quest’ultimo è considerato tra i principali mandanti dell’omicidio, ordinato dal capoclan Amedeo Genovese. 

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