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Omicidio Corso Vittorio Emanuele, il Prefetto Spena: "I ragazzi hanno bisogno di tornare a scuola"

Per le strade di Avellino non cessa l'eco della tragedia avvenuta venerdì sera

Per le strade di Avellino non cessa l'eco della tragedia avvenuta alle ore 22,45 del 23 aprile al Corso Vittorio Emanuele, ad Avellino quando Aldo Gioia, con 7 coltellate, è stato assassinato dalla figlia Elena, 18 anni, e dal fidanzato, Giovanni Limata, 23 anni. 

Il giovane 23enne, con qualche precedente per spaccio di droga e aggressione, in passato si sarebbe già reso protagonista di gravi episodi di violenza, ma mai con l'efferatezza della serata di venerdì. Atteggiamenti molto più che discutibili che avevano indotto Aldo Gioia a osteggiare la relazione della figlia.

La relazione osteggiata dalla famiglia

Nell’ultimo periodo svariati erano stati gli alterchi consumati spesso tra le mura domestiche, l’ultimo dei quali, venerdì sera, si è tramutato nel terribile delitto che vedeva la collaborazione criminale tra i due fidanzati. Elena, infatti, dopo l'aggressione ha favorito la fuga del ragazzo a Cervinara e, rimanendo nell'abitazione, ha inscenato una rapina.

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"Dobbiamo distinguere tra la follia di queste due persone e questo territorio"

Nella giornata di oggi, a margine delle celebrazioni per il 25 aprile, le istituzioni cittadine hanno espresso il loro pensiero relativamente alla loro tragedia, a cominciare dal Prefetto di Avellino, Paola Spena

"In questa situazione, ci troviamo davanti a un caso in cui, questi ragazzi, hanno completamente perso il contatto con la realtà. Un caso unico, anche se estremamente doloroso. Anche la situazione pandemica ha favorito la chiusura in se stessi e, quindi, le folli progettazioni. Sono due persone che non rappresentano in nessun modo questo territorio. Dobbiamo distinguere tra la follia di queste due persone e questo territorio. Il mio augurio è che i ragazzi possano rapidamente tornare a scuola. Io sono certa che anche i docenti accoglieranno gli studenti in un'ottica di partecipazione e non di chiusura dell'anno scolastico. Questo è il momento di riavviarci verso la socialità". 

"Abbiamo dato una risposta immediata alla comunità e la collaborazione con la Procura è stata assoluta - afferma Maurizio Terrazzi Questore di Avellino - resta il dolore per una famiglia distrutta. La gravità del fatto è assoluta e qualsiasi altra affermazione sarebbe inutile". 

Festa: "Didattica in presenza? Nelle prossime settimane avremo novità"

"Certamente questa vicenda apre una riflessione sulla condizione sociale dei giovani ma non solo - dichiara il sindaco di Avellino, Gianluca Festa - ovviamente anche all'interno delle famiglie abbiamo registrato un aumento delle criticità da un anno a questa parte. Per quanto riguarda il ritorno alle lezioni in presenza, non voglio vanificare i sacrifici fatti da questa comunità. Abbiamo bisogno di far riprendere le lezioni in presenza e nelle prossime settimane avremo qualche novità". 

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