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Cronaca Mercogliano

Omicidio Bembo, proiettato in aula il video dell'accoltellamento: "Si allontanava tenendosi il collo, poi è andato a terra"

Questa mattina è stato proiettato nell’aula di Corte di Assise il video delle fasi che hanno portato all’accoltellamento mortale del giovane, deceduto dopo alcuni giorni di agonia al Moscati di Avellino

Nella giornata odierna, presso l'aula d'Assise del Tribunale di Avellino, è ripreso il processo per l'omicidio di Roberto Bembo, il giovane di Mercogliano ucciso all'alba di Capodanno del 2023 in un parcheggio di Torrette. Il processo è presieduto dal Giudice Scarlato. Secondo l'accusa, Niko Iannuzzi sarebbe l'autore materiale del delitto, mentre Luca e Daniele Sciarrillo sono accusati di essere complici. Questa mattina è stato proiettato nell’aula di Corte di Assise il video delle fasi che hanno portato all’accoltellamento mortale del giovane, deceduto dopo alcuni giorni di agonia al Moscati di Avellino. 

Telecamera nel negozio di abbigliamento. A descrivere i fatti è Roberto De Fazio della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Avellino. Tre soggetti si avvicinano alla Polo di Iannuzzi. Uno esce dalla macchina e poi i ragazzi iniziano a litigare. Alcune persone cominciano ad azzuffarsi, mentre altre cercano di dividerli. Successivamente, i gruppi si separano. Sul lato destro si spostano Iannuzzi e i fratelli Sciarrillo, mentre gli altri si dirigono verso il lato sinistro del parcheggio. Poco dopo, una figura che prima cammina e poi inizia a correre raggiunge di nuovo il gruppetto; è Roberto Bembo che poco dopo cade davanti all'auto e viene raggiunto da due ragazzi. Poi arriva il terzo (che era caduto poco prima, colpito da Bembo). Bembo avverte un colpo e mette la mano vicino al collo, capisce che deve andare via e si dirige dall'altra parte barcollando. Bembo era attorniato da questi tre aggressori. Fino a quel momento era anche riuscito a sostenere la lite, ma dopo aver ricevuto il colpo alla gola, le forze hanno cominciato a venir meno e, a quel punto, ha cominciato ad allontanarsi dal luogo della rissa. Alla rissa, da come ho visto, hanno partecipato almeno quattro persone. Durante la zuffa, invece, è stato sferrato un calcio e un calcetto. Il poliziotto, però, non è stato in grado di identificare chi sia stato colui che ha ricevuto il calcio. Dalla visione del video, l’ispettore ha confermato anche alcune dichiarazioni sommarie rese dalle prime testimonianze. “Io vedo, descrivo e scrivo nella relazione quello che è successo nel video. Non tutti i presenti erano amici di Roberto. A quell’ora, il bar era molto frequentato. Se torniamo sulle sommarie informazioni, ci viene comunicato che, a un certo punto, Iannuzzi avrebbe corso per dare una coltellata a Bembo”.

L’ispettore De Fazio ha risposto alle domande del Pubblico Ministero, dei difensori degli imputati, gli avvocati Gaetano Aufiero e Stefano Vozzella, e del difensore delle parti civili, Gerardo Santamaria. I quesiti posti all’ispettore sono stati incentrati, soprattutto, sui movimenti compiuti dai protagonisti. “L’ultima colluttazione avviene in mezzo alle auto, quindi – nel video - si vedono i busti dei soggetti coinvolti. Nel momento della colluttazione si evince chiaramente Bembo allontanarsi tenendosi il collo. Quindi, senza dubbio, quello è il momento in cui Bembo viene raggiunto dalla coltellata. Il video, purtroppo, non è stato possibile migliorarlo, perché è quello della telecamera del negozio. Viste le immagini, era doveroso tentare di renderle più nitide, ma, purtroppo, non è stato possibile”.

Rispondendo alle domande dell’avvocato Aufiero, l’ispettore dichiara: “Dopo la prima rissa, Bembo si è diretto verso gli altri imputati dove – utilizzando il termine dell’avvocato Aufiero – avevano trovato rifugio. Qui, poi, è avvenuta la coltellata. Erano tre persone, a stretto contatto e, poi, in quel momento gli amici di Bembo non c’erano e, a mio avviso, ritenevano che in quel momento la zuffa fosse finita. Noi, ad ogni modo, abbiamo fatto domande a tutti i presenti e, ogni persona risultata presente sul posto, è stata interrogata”.

Il racconto dell’ispettore continua e, rispondendo alle domande dell’avvocato Vozzella, si concentra sulle condizioni fisiche degli imputati dopo l’accaduto: “Dopo il fatto, abbiamo proceduto a effettuare le perquisizioni presso le abitazioni degli imputati. A casa di Iannuzzi abbiamo sequestrato dei vestiti intrisi di sangue. La sera, poi, l’avvocato Aufiero ha comunicato la volontà dei ragazzi di costituirsi presso la Questura di Avellino. Gli imputati sono stati refertati. Iannuzzi aveva un occhio nero e qualche graffio. Confermo, quindi, che avevano segni di colluttazione. Daniele Sciarrillo, invece, non aveva segni di colluttazione”. A questo punto, l’avvocato Santamaria ha chiesto anche l’acquisizione dei certificati medici degli imputati. 

Rispondendo alle domande dell’avvocato Aufiero, l’ispettore dichiara: “Dopo la prima rissa, Bembo si è diretto verso gli altri imputati, dove quest'ultimi – utilizzando le parole dell’avvocato Aufiero – avevano trovato rifugio. Qui, poi, è avvenuta la coltellata. Erano tre persone, a stretto contatto e, in quel momento, gli amici di Bembo non c’erano. A mio avviso, ritenevano che la zuffa fosse finita. Noi, ad ogni modo, abbiamo fatto domande a tutti i presenti e ogni persona risultata presente sul posto è stata interrogata”.

La prossima udienza, adesso, è attesa per il 10 luglio 2024, quando saranno ascoltati i testimoni di parte civile. 

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