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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Omicidio Bembo: le motivazioni del ritorno in carcere di Iannuzzi e Sciarrillo

Il 5 giugno proseguirà il processo di primo grado ai tre presunti responsabili del delitto di Bembo

Omicidio Roberto Bembo - il 6 febbraio, la I sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del penalista Gaetano Aufiero contro l’ordinanza del tribunale di Napoli. Tale ordinanza, datata 27 ottobre 2023, aveva accolto l’appello del procuratore della Repubblica di Avellino, con motivi aggiunti dalla difesa di parte civile rappresentata dal penalista Gerardo Santamaria. L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avellino del 28 luglio 2023, che aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari per Niko Iannuzzi e Lucamaria Sciarrillo, era stata quindi annullata. Di conseguenza, entrambi erano tornati in carcere dopo alcuni mesi di domiciliari per il reato di tentato omicidio, poi divenuto omicidio aggravato ai danni di Roberto Bembo.

Roberto Bembo è stato aggredito a colpi di coltello alla schiena e al collo, portati ingiustificatamente in pubblico, insieme a un tirapugni, durante i fatti avvenuti all’alba di Capodanno 2023. Bembo è deceduto l'11 gennaio 2023. La difesa, rappresentata dai penalisti Gaetano Aufiero e Stefano Vozzella, aveva presentato ricorso su tre punti specifici:

1. Mancato accoglimento dell’eccezione di inammissibilità dell’appello del pubblico ministero.

2. Mancanza di motivazione nella valutazione dell’idoneità cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

La decisione della Suprema Corte

La Suprema Corte ha superato il primo motivo di appello della difesa, e sul secondo ha rilevato che il tribunale del riesame aveva proceduto all'esame delle immagini. Nonostante la scarsa nitidezza, è emerso che Niko Iannuzzi aveva innescato la lite minacciando di accoltellare L.P. se non avesse spostato la macchina. Questo ha portato alla colluttazione culminata con l’aggressione mortale a Bembo. 

Persistenza del pericolo

I giudici del riesame e della Suprema Corte hanno evidenziato la persistenza del pericolo che Iannuzzi e Sciarrillo possano reiterare reati simili. Questo pericolo è stato argomentato considerando il tempo trascorso e le modalità estremamente violente del reato. La vittima, disarmata, si era difesa a mani nude, mentre gli aggressori, potendo allontanarsi, avevano invece scelto di affrontare e colpire Bembo con armi bianche. La presunta pericolosità degli indagati è stata ulteriormente sottolineata dai magistrati, i quali hanno spiegato che la misura custodiale domestica, anche se supportata da strumenti di controllo elettronico, non poteva essere adeguata date le circostanze. Pertanto, il ricorso del penalista Gaetano Aufiero è stato definitivamente rigettato.

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