Cronaca

Omicidio Gioia, giudizio immediato per Elena Gioia e Giovanni Limata

Il processo è atteso per il prossimo 27 ottobre

Arriva il processo per l'efferato delitto di Aldo Gioia, il 53enne ucciso nella sua abitazione in Corso Vittorio Emanuele ad Avellino il 23 aprile scorso. 

Il prossimo 27 ottobre, Elena Gioia e Giovanni Limata, dovranno rispondere davanti al giudice di omicidio premeditato. E' stata accolta, infatti, la richiesta di giudizio immediato presentata dal pubblico ministero Russo che coordina l'indagine sull'omicidio che vede accusati la figlia della vittima ed il fidanzato, attualmente detenuti nel carcere di Bellizzi Irpino.

Elena Gioia è assistita dall’avvocato Livia Rossi del foro di Roma; mentre Giovanni Limata è difeso dall’avvocato Kalpana Marro insieme con Fabio Russo.

Il delitto

Aldo Gioia è stato assassinato la sera di venerdì 23 aprile da Giovanni Limata, 23 anni di Cervinara, entrato in casa della vittima grazie alla complicità della figlia 18enne, Elena Gioia.

 Le urla di Gioia, colpito mentre dormiva, avevano richiamato l'attenzione della moglie e dell'altra figlia e l'aggressore era scappato. Poco dopo era rincasata Elena, che aveva chiamato i soccorsi: alle Forze dell'Ordine aveva parlato di un'irruzione da parte di ladri. In realtà a colpire a morte Aldo è stato Giovanni Limata, fidanzato della ragazza: il giovane, rintracciato dagli agenti della Squadra mobile a Cervinara, dove abitano il padre e il fratello, ha confessato l'omicidio. Anche la 18enne Elena Gioia, quella sera stessa, ha confessato agli inquirenti di aver pianificato con il fidanzato la morte del padre ma anche della sorella maggiore e della madre. E' stata proprio Elena, infatti, a farlo entrare in casa uscendo col pretesto di andare a gettare la spazzatura e lasciando la porta aperta. 

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