Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Offese e minacce nei confronti di una giovane transgender: nuova perizia per la stalker

La giovane è balzata agli onori della cronaca a causa dei reiterati e sempre più violenti attacchi omotransfobici subiti sui social da parte della vicina di casa

Più volte vi abbiamo raccontato l’inferno in cui è precipitata Alessia, giovane transgender di Altavilla, difesa dall’avvocato Rolando Iorio. La vicina di casa di Alessia, accusata di diffamazione e stalking aggravato dall'utilizzo di strumenti telematici, era stata condannata nel 2021 a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Oggi, presso il Tribunale di Avellino, si è tenuta una nuova udienza per un ulteriore procedimento, connesso al precedente. Per questo dibattimento, il Pubblico Ministero aveva chiesto l'archiviazione, ma la persona offesa ha fatto opposizione. Si è giunti, dunque, all'imputazione coatta dinanzi al Gup che ha fatto un nuovo rinvio a giudizio. Nello specifico, il difensore dell’imputata, l’avvocato Giovanna Perna, ha chiesto l’improcedibilità dell'imputata per l'incapacità della stessa di intendere e volere.

L'incubo di Alessia, la transgender 18enne di Altavilla Irpina, ha toccato i cuori di tutto il Paese. La giovane è balzata agli onori della cronaca a causa dei reiterati e sempre più violenti attacchi omotransfobici subiti sui social da parte della vicina di casa. Successivamente a una violenta lite con i familiari della ragazza, anche Nicolò De Devitiis de Le Iene, accompagnato da Vladimir Luxuria, ha incontrato questa donna per cercare di comprendere i motivi del suo folle accanimento e tentare, per quanto possibile, di risolvere la situazione. Purtroppo, però, l’attività persecutoria è continuata.

La 53enne è accusata di stalking perché, nonostante fosse già stata condannata per il medesimo reato nell'ambito del procedimento penale, con condotte reiterate perseverava nel minacciare e molestare la giovane, in particolare inviando dal proprio profilo Instagram al profilo Instagram della predetta parte offesa messaggi di contenuto omofobo e minaccioso, in modo da causare ad Alessia un perdurante e grave stato di ansia.

Il procedimento di primo grado si era concluso con l'obbligo per l’imputata di dimorare e permanere presso una struttura psichiatrica residenziale o altro luogo di cura adeguato alle condizioni cliniche e alla patologia dell'imputata, poiché è stata dichiarata parzialmente incapace. In particolare, il perito nominato dal Giudice aveva dato atto nella perizia di ideazione delirante a carattere persecutorio, affermando che la donna è affetta da disturbo di personalità di tipo paranoide. I pazienti affetti da disturbo della personalità raggruppano quei soggetti il cui stile di vita è caratterizzato pervasivamente da modalità abnormi di risposta agli stimoli ambientali. Il caso in questione necessitava, dunque, di un accertamento circa l'influenza che può avere sulla volontà un vizio di mente.

Nel corso dell'istruttoria dibattimentale, la perizia a firma del dott. Francesco Saverio Ruggiero, oltre a confermare il disturbo paranoide di personalità, ne dichiarava la incapacità di intendere e di volere all'epoca dei fatti e l'assenza di pericolosità sociale: "La perizianda al momento del fatto non era in grado di comprendere il valore o disvalore delle sue azioni, e non era in grado di autodeterminarsi in vista del comportamento o evitamento delle stesse, in quanto ella aveva un'alterazione della capacità di critica e giudizio. La signora presenta chiaramente caratteristiche di alterazione di interazione".

In data odierna, quindi, è stato conferito l’incarico di svolgere una nuova perizia alla dottoressa Enrichetta Fotino, psichiatra. Questo perché, a fronte di due perizie con contenuti diversi, il giudice Calabrese ha richiesto la presenza di un perito super partes. La prossima udienza, in cui si svolgerà l’esame del perito, è attesa per il 7 ottobre 2024.

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