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La Nutella parla dialetto, che fine ha fatto l'avellinese?

Stordo è il termine che più di tutti caratterizza il territorio, vuol dire scemo/a. Non c'è tra le espressioni scelte dalla Ferrero per omaggiare i dialetti d'Italia

La Nutella è da sempre nelle case degli italiani e da oggi parla anche dialetto. Un team di docenti esperti in dialettologia, ciascuno specializzato in una zona diversa d’Italia, ha rintracciato le espressioni che più caratterizzano le Province italiane, diventate poi etichette adesive da applicare al vasetto.

Trovare sul vasetto di Nutella “stordo” sarebbe stato il massimo. Il termine è riconducibile al dialetto avellinese per indicare una persona scema.  Ma nell’area geografica 14 che comprende Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Salerno, Isernia, Campobasso, Potenza sono evidenziati termini ben diversi che, anche se utilizzati nel dialetto irpino, non sono esclusivamente riconducibili alla Provincia.

Chi non usa:

  • ‘Uaglió: “ragazzo!”, una delle perle del napoletano;
  • Jamm’bbèll’: “andiamo, su!”;
  • Muvìmm’c’!: “muoviamoci”;
  • Comm’staje?: “come stai?”;
  • Oi nì!: “ehi, piccolo!”;
  • Uhé picceré: ehi, piccolina!”;
  • Uhé, uhé: “ehi”;
  • E vir’ tu: “certamente”.

Sarebbe stato originale trovare “stordo” perché ogni qualvolta lo si dice a qualcuno la risposta è: sei di Avellino. Ed è proprio in questa Provincia che l'azienda ha una fabbrica, a Sant'Angelo dei Lombardi. Inoltre la Nutella viene fatta anche con le nocciole dell'Irpinia.

Peccato che la Ferrero, proprietaria del marchio, se ne sia dimenticata, Ma se non prendi le noccioline dall’Irpinia come la fai la Nutella? Sei proprio stordo! Recuperiamo con la prossima edizione?

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