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Nuovo clan Partenio: truffe alle banche e assegni clonati

Pronte operazioni di investimento finanziarie

L'inchiesta sul Nuovo Clan Partenio potrebbe essere considerata come un “pozzo senza fondo”, visti i continui particolari inquietanti che da essa emergono. Il clan, infatti, era attrezzato anche per investire nel settore finanziario, con l’ausilio di esperti. Nel luglio 2017, addirittura, gli uomini di spicco del cartello camorristico erano pronti a produrre una tuffa bancaria: nell’ufficio di Dello Russo, Nicola Galdieri (fratello di Pasquale) propose di chiedere un mutuo per 8 milioni di euro, attraverso una società immobiliare e con la copertura del capo area della banca, poi da trasferire all’estero e far “sparire” l’operazione. Ma non è tutto. Dalle intercettazioni è emerso che durante un colloquio tra Nicola Galdieri ed un certo Michele, il primo avrebbe rivelato di possedere “due assegni circolari a nome mio: uno da 12 mila euro e uno da 7 mila, che si può fare?”. Michele subito trova la soluzione: “Li posso clonare, metto varie persone che se li sono intascati”. L’idea è quella di caricare gli assegni sul conto di un terzo che, compiacente, stacca poi un assegno “orfano” del 50% di commissione (il prezzo per il rischio corso). L’assegno clonato, così come spiega Michele a Nicola Galdieri, verrebbe fuori solo dopo “una decina di giorni”, ma “non c’entri niente tu: è stato incassato da un altro alla posta, ad Aquila, ad un’altra parte. E poi, in automatico ti devono caricare i soldi”.

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