Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Nuovo Clan Partenio, processo "Aste OK": "Non ho ricevuto intimidazioni"

Nella giornata di oggi ha avuto luogo una nuova udienza relativamente all'inchiesta giudiziaria ribattezzata "Aste Ok" e che ha visto sul banco degli imputati ben 22 persone

Nella giornata di oggi ha avuto luogo una nuova udienza relativamente all'inchiesta giudiziaria ribattezzata "Aste Ok" e che ha visto sul banco degli imputati ben 22 persone, accusate a vario titolo, di associazione finalizzata alla turbativa delle aste fallimentari, alla tentata estorsione e all’intestazione fittizia di beni. In data odierna veniva ascoltato un ispettore di polizia relativamente all'acquisto di un garage di Avellino (in Via Tagliamento). L’ispettore confermava quanto riferito agli inquirenti in fase di indagine, ribadendo - ancora - di non aver ricevuto nessun tipo di intimidazioni estorsive.

La prossima udienza, adesso, è attesa per l’8 aprile 2022. 

Nell'udienza odierna precedente - avvenuta il quattro febbraio (prima del rinvio del 18 febbraio) - venivano rigettate le richieste avanzate dai legali della difesa nel corso del dibattimento scorso relativamente all'inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. Una decisione, quest'ultima, che - in parte - non ha riguardato Beniamino Pagano. In questo caso, infatti, le intercettazioni sono state ritenute utilizzabili a partire dall'aprile del 2018.  

Aste Ok e il coinvolgimento del Nuovo Clan Partenio

L’indagine, convenzionalmente denominata “ASTE OK”, ha consentito di disarticolare un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del c.d. “Nuovo Clan Partenio” (egemone nel capoluogo irpino, oggetto dell’operazione “PARTENIO 2.0”, condotta il 14 ottobre del 2019), nonché da imprenditori e professionisti. Dalle risultanze investigative è infatti emerso un contesto di espansione degli interessi criminali del gruppo camorristico ai redditizi settori delle aste e delle acquisizioni immobiliari, unito a un sempre forte e corrispondente interesse a influenzare la vita politica e amministrativa della città di Avellino, allo scopo di accedere alla “cabina di regia” delle scelte operate dalla Pubblica amministrazione, per esempio, per l’appunto, in materia urbanistica ed edilizia. In particolare, anche attraverso le elaborate investigazioni economico-finanziarie sviluppate per seguire i trasferimenti di immobili ceduti all’asta e gli anomali flussi di regolamento, l’indagine ha consentito di acclarare forti legami tra alcuni sodali del clan camorristico, i titolari di alcune società di intermediazione immobiliare e professionisti nel settore i quali, avvalendosi dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo, inibivano a proprietari esecutati la partecipazione alle aste giudiziarie aventi per oggetto propri beni, in questo modo appropriandosene al fine di chiedere ai medesimi ex-proprietari una quota di denaro maggiorata qualora avessero voluto rientrarne in possesso.

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