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Il Nuovo Clan Partenio dietro l'omicidio di Tornatore: la ricostruzione del capitano Russo

Il capitano del nucleo investigativo dei Carabinieri di Avellino ha fornito la ricostruzione del clan camorristico nell'aula del Tribunale di Napoli

L'ombra del Nuovo Clan Partenio dietro l'omicidio di Michele Tornatore? Sembrerebbe di sì, almeno stando a quanto ricostruito dal capitano del nucleo investigativo dei Carabinieri di Avellino, Quintino Russo, dinanzi ai giudici dell'aula bunker del Tribunale di Napoli.

La ricostruzione del capitano Russo

Russo, nella sua lunghissima ricostruzione dei fatti partita dal 2017 sulle attività criminali del Nuovo Clan Partenio, è partito proprio dall'efferato omicidio compiuto ai danni di Michele Tornatore, freddato con due colpi di pistola e poi carbonizzato in una Nissan Almera, il 4 aprile dello stesso anno in cui il capitano si insediò nel nucleo investigativo del capoluogo irpino. Nel corso della spiegazione, Russo ha fatto riferimento alle dichiarazioni di Francesco Vietri, inizialmente condannato all'ergastolo, insieme a Pasquale Rainone, sentenza poi convertita in 14 anni per il primo e in 6 per il secondo. Il 56enne di Montoro, riconosciuto colpevole per i reati di favoreggiamento e distruzione di cadavere, ma non di omicidio, avrebbe tirato in ballo il nome del Nuovo Clan Partenio nel corso di un interrogatorio. Un coinvolgimento che, sempre secondo Russo, porterebbe a individuare in Carlo Dello Russo il vero responsabile dell'omicidio Tornatore: caso rimasto, peraltro, senza un assassino.

Già lo scorso settembre, il pentito D.B., mediante dichiarazioni rilasciate alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, scagionava, di fatto, Francesco Vietri dall’accusa di omicidio. Il testimone, figura chiave nel ribaltamento del processo a carico di Vietri e Rainone, ha di fatto comportato una rivalutazione del caso e fatto spostare l'attenzione degli inquirenti sul Nuovo Clan Partenio

Dalle indagini sull'omicidio Tornatore, ha affermato Russo nell'interrogatorio di oggi, si è poi arrivato a ricostruire tutte le attività illecite compiute dal clan operante principalmente nel capoluogo irpino e nell'hinterland, portando all’arresto delle 23 persone imputate, di cui 4 con rito abbreviato.

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