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La sottomissione della politica al Nuovo Clan Partenio, la questione più grave

Sono cinque i comuni della provincia finiti all'interno dell'inchiesta

Appare anche scontato sottolineare quanto l’operazione “Partenio 2.0”, oltre a decapitare, di fatto, il Nuovo Clan Partenio, abbia innescato una reazione a catena nella politica irpina; un inarrestabile terremoto per le amministrazioni.  

Il saluto del sindaco di Monteforte 

Ha ovviamente destato enorme scalpore la volontà del sindaco di Monteforte, Costantino Giordano, di voler recapitare i propri affettuosi saluti, ad Amedeo Genovese, boss dell’omonimo clan, detenuto in regime di 41 bis, attraverso il figlio di quest’ultimo, Damiano Genovese, agli arresti domiciliari per detenzione di arma illegale e indagato nell’inchiesta sul Nuovo Clan Partenio.  

“Non conosco Carlo Dello Russo” 

Il messo comunale, Martino De Fazio, detenuto ai domiciliari, dinanzi al gip del Tribunale di Napoli, Fabrizio Finamore, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, precisava di non conosce Carlo Dello Russo. Di non sapere chi fosse e di non essere neanche a conoscenza del fatto che, in quella zona, fosse attivo un clan criminale.   

Le indagini proseguono

Le persone si chiedono fino a che punto si è spinto il legame tra la politica e i clan in questa storia. Un rapporto che, senza ombra di dubbio, ha sempre rappresentato uno dei punti di forza della criminalità organizzata, del Sistema, ma che si trasforma come un urlo nella notte in una realtà piccola come l’Irpinia e che ha visto coinvolti cinque comuni della provincia.  

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