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Possesso illegale di un’arma da fuoco: Damiano Genovese condannato a tre anni

Oltre all’aggravante mafiosa, cade anche la detenzione con la finalità dell’agevolazione al Nuovo clan Partenio

Damiano Genovese, ex consigliere comunale di Avellino, è stato condannato a tre anni di reclusione per possesso illegale di un’arma da fuoco e ricettazione. Cade, però, l'aggravante del metodo mafioso. L'accusa più grave mossa nei confronti di Genovese - arrestato il 24 settembre del 2019 in seguito alla perquisizione che fu decisiva nel rinvenimento dell'arma - era, infatti, anche quella di ricettazione con aggravante mafiosa.

Gli inquirenti, in particolare, ritenevano che la pistola appartenesse al Nuovo Clan Partenio e che, con la detenzione dell'arma, Genovese avesse favorito l'organizzazione criminale attiva sul territorio di Avellino e nell'hinterland. L'ex consigliere comunale del "Carroccio", difeso dagli avvocati Claudio Mauriello e Gerardo Santamaria, invece, aveva sempre dichiarato il possesso dell'arma per legittima difesa, in seguito ai numerosi furti avvenuti nell'area in cui lo stesso Genovese risiede.

Il pm della Dda di Napoli, Anna Frasca, per l’ex capogruppo della Lega, aveva chiesto 3 anni e 9 mesi di reclusione. Ma il collegio del Tribunale presieduto dal giudice Buono ha accolto in parte le tesi della difesa. Ora si attendono le mosse della difesa per l’eventuale appello.

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