Nuovo Clan Partenio, Galluccio comunicò a Genovese la notizia dell'agguato tramite Whatsapp

L'ex consigliere comunale dichiarò allo zio Antonio l’intenzione di voler parlare con Pasquale Galdieri e, se quest’ultimo non si fosse fatto trovare, allora “Sarà guerra”

Nuovo Clan Partenio – All'interno dell’ordinanza di sequestro preventivo dei conti di alcuni soggetti travolti dalla vicenda concernente le aste giudiziarie, emergono ulteriori dettagli sugli attentati avvenuti nel settembre scorso nei confronti dell'ex consigliere comunale figlio del boss al 41 bis, Damiano Genovese e dell’imprenditore Sergio Galluccio.  

Nel dettaglio, emerge dagli atti che, dopo l’attentato che ha avuto per protagonista Sergio Galluccio, quest’ultimo ha inviato un messaggio via Whatsapp a Damiano Genovese, in cui raccontava quanto accaduto. Il suddetto messaggio veniva inviato alle ore 2 del mattino del 22 settembre. Il proprietario del locale sito in via Due Principati non nascondeva la sua paura.  

La reazione di Damiano Genovese 

Damiano Genovese, già scottato dall’agguato subito in prima persona e che ha visto la distruzione della sua auto, dalle nuove intercettazioni del Nucleo Investigativo dei carabinieri, nel corso di un dialogo con lo zio Antonio Genovese, fratello del padre detenuto al 41 bis, dichiara l’intenzione di voler parlare con Pasquale Galdieri e, se quest’ultimo non si fosse fatto trovare, allora “Sarà guerra”.  

L’agguato subito da Damiano Genovese 

Damiano Genovese ha distintamente udito il rumore di uno scooter immediatamente dopo l'attentato contro le sue auto. Nel medesimo frangente, Genovese raccontava di avere notato due uomini a bordo dello scooter modello Tmax dirigersi verso casa dello zio dove, da lì a qualche istante, si sarebbe udita un'altra raffica di mitra.  

Ancora, poi, Genovese affermava l'importanza di fare sparire l'auto, ormai irrimediabilmente danneggiata dai colpi di mitra (I colpi esplosi, infatti, avevano danneggiato i seggiolini dell’auto, il piantone e anche il serbatoio del carburante). A seguito di tali evidenze, il giorno successivo, i carabinieri si recavano a casa di Genovese dove, a seguito di perquisizione, veniva trovata una pistola calibro 7,65, oggetto di furto nel 2015. 

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