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Musicisti accusati di aver violentato minorenne: il fatto non sussiste

I fatti contestati si riferivano alla sera del lontano 31 luglio 2011, quando gli imputati erano impegnati in un concerto nei pressi di Avellino. Dopo l'esibizione, secondo l'ipotesi accusatoria, i due avrebbero avvicinato una minorenne, costringendola a subire molestie sessuali. Da qui la contestazione che aveva portato al giudizio con rito abbreviato

Si è chiusa con un’assoluzione piena (perché il fatto non sussiste) e una sentenza di non luogo a procedere la vicenda giudiziaria di due musicisti salenti, componenti di una band, accusati di violenza sessuale aggravata in concorso.

I fatti contestati si riferivano alla sera del lontano 31 luglio 2011, quando gli imputati erano impegnati in un concerto nei pressi di Avellino. Dopo l’esibizione, secondo l’ipotesi accusatoria, i due avrebbero avvicinato una minorenne, costringendola a subire molestie sessuali. Da qui la contestazione che aveva portato al giudizio con rito abbreviato.

Dinanzi al giudice Fabrizio Ciccone, i legali degli imputati, gli avvocati Giuseppe Bonsegna e Tony Indino, hanno sollevato dubbi e incongruenze sia sulle modalità di ascolto (da parte dei carabinieri della locale stazione) della persona offesa e della testimone, entrambe minorenni, sia sull’attendibilità delle loro dichiarazioni, e quindi sull’effettivo svolgimento dei fatti.

Sulla base dei rilievi avanzati dalla difesa, il gup ha disposto un’integrazione probatoria attraverso l’ascolto protetto delle due minori, in presenza di una psicologa nominata d’ufficio, nonché l’ascolto della madre della persona offesa.

Dopo una lunga istruttoria integrativa, accogliendo la tesi difensiva illustrata nella lunga e circostanziata arringa dei due penalisti salentini, il gup ha assolto i due imputati, nonostante la richiesta a due anni di reclusione (per entrambi) avanzata dalla pubblica accusa. Richiesta di condanna condivisa dalla parte civile, che aveva avanzato una richiesta risarcitoria di 50mila euro.

Si chiude così per i due musicisti una lunga e spiacevole vicenda giudiziaria che, come recita un vecchio adagio, andarono per suonare e finirono per essere suonati.

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