Cronaca

Baby squillo, le motivazioni della sentenza mettono i brividi

“Soggetti privi di qualsivoglia scrupolo”

Sono state rese note le motivazioni concernenti il processo per il caso delle baby squillo ad Avellino e, la descrizione del quadro elencato dal Gup del Tribunale di Napoli Francesco de Falco Giannone nella quarantasei pagine della sentenza depositate sul caso della prostituzione minorile presso il Circolo L’Incontro, fa veramente paura. 

I protagonisti della vicenda sono stati definiti “Privi di qualsiasi freno inibitorio – con annesso – Soggetti anch’essi privi di qualsivoglia scrupolo”.  

Per il Gup, De Vito sono responsabili di “molteplici reati in materia di prostituzione anche minorile emersi in un contesto anche più ampio di illeciti analoghi reiterati nel tempo” e sulla personalità dell’indagato ha aggiunto “per come emergente dalla spregiudicatezza e leggerezza con cui agisce nella commissione di molteplici gravi delitti nei confronti di minorenni che frequentano il suo circolo e che coinvolgeva nonostante l’abissale differenza di età, dimostrando di essere privi di qualsiasi freno inibitorio ed accompagnandosi a soggetti anch’essi privi di qualsivoglia scrupolo“. 

La descrizione di Mario Luciano: 

È stato affermato che Mario Luciano aveva “un ruolo incisivo nel convincere gli stessi a dedicarsi ad attività sessuali con soggetti più grandi di loro“. Il magistrato ha anche “stroncato” l’atteggiamento processuale di Federico De Vito, il titolare del circolo, che aveva messo agli atti una lettera di scuse e anche risarcito alcune delle vittime. 

Il Gup, ancora, ha ritenuto pienamente attendibili le dichiarazioni delle vittime. Ma aggiunge anche un altro passaggio significativo, collegato all’attività che è stata realizzata dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri fino al marzo del 2017. “Ma vi è di più in quanto, anche se non ve ne era bisogno, i dati oggettivi indicati (appuntamenti, luoghi di incontro, approcci e finalità degli incontri) venivano riscontrati dalle indagini ed in particolare dall’osservazione degli operanti e dalle riprese dei sistemi di videosorveglianza (che permettevano di monitorare i movimenti delle ragazze, dei clienti e degli imputati nelle varie circostanze) dalle intercettazioni telefoniche e ambientali dalla registrazione effettuata da una delle ragazze”. 

L'importanza dei sequestri 

Il magistrato, infine, sottolinea l'importanza dei sequestri operati dai Carabinieri nel giorno dell’esecuzione delle misure cautelati: “I sequestri permettevano il rinvenimento di alcuni oggetti indubbiamente non attinenti alla precipua attività da svolgere in un circolo quale «L’Incontro» apparentemente era, ovvero nel cestino per i rifiuti del locale di involucri di preservativi aperti, preservativi utilizzati, numerosi fazzoletti di carta verosimilmente impregnati di materiale biologico, nonché sempre all’interno del circolo, di altri accessori sempre destinati ad attività sessuali“. 

La sentenza 

Nella sentenza, ricordiamolo, il titolare è stato condannato a dieci anni e quattro mesi di reclusione e al pagamento di 70mila euro di multa, mentre l’altro imputato è stato condannato a due anni di reclusione, con pena sospesa, e al pagamento di 4mila euro di multa. 

Il pubblico ministero aveva chiesto, al termine della sua requisitoria, 8 anni di reclusione e 40mila euro di multa il gestore del circolo e 4 anni e 8mila euro per l’altro, per il quale sono stati revocati anche gli arresti domiciliari.  

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Baby squillo, le motivazioni della sentenza mettono i brividi

AvellinoToday è in caricamento