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Esplosione a Gesualdo: addio a Michele, ucciso dalla passione per i fuochi

L'uomo è rimasto vittima della spaventosa esplosione di ieri pomeriggio

Cinquant’anni e una grande passione: i fuochi d’artificio. Proprio questa passione ha spezzato la vita a Michele D’Adamo rimasto vittima dell’esplosione di ieri a Gesualdo. Michele, padre di tre figli e marito di Orietta, era il proprietario di quel deposito, dove confezionava quei giochi pirotecnici apprezzati e conosciuti in tutta l’Irpinia, saltato in aria nel primo pomeriggio.

Michele, infatti, era noto e i suoi fuochi spesso hanno illuminato il cielo di Gesualdo e degli altri comuni vicini, le serate e le feste di tante persone che ora lo piangono. Un forte boato verso le 15:30: inizialmente si è pensato ad una scossa di terremoto, con la gente che si è riversata in strada, ma sono bastati pochi minuti per capire che la tragedia che si stava consumando aveva assunto altre forme.

Carabinieri, Vigili del Fuoco e ambulanze sono giunte di corsa verso quella colonna di fumo che si è alzata nel cielo, ritrovandosi davanti uno scenario apocalittico: fiamme che poi hanno lasciato spazio ad un profondo cratere una volta spente; e il corpo del povero Michele sotterrato dalle macerie a centinaia di metri.

Le cause dell’esplosione non sono ancora chiare, sul fatto indagano gli uomini dell’Arma di Mirabella Eclano. La cosa certa è che Michele era un fuochista esperto, faceva questo lavoro da vent’anni, e la sua morte ha gettato nello sconforto la piccola comunità di Gesualdo dove tutti si conoscono, dove il lutto e il dolore sembrano essere entrati in ogni casa.

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