Cronaca

Livia Forte accusa il sindaco Giordano: "Accuse farneticanti, sono sdegnato"

È emerso dai verbali che il primo cittadino di Monteforte avrebbe acquisito il ristorante "o' Pagliarone" grazie all'aiuto del boss Galdieri

Nella giornata di ieri, dai verbali d'interrogatorio di Livia Forte sono spuntati fuori i nomi di De Mita, Mancino, l'ex sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, e anche dell'attuale sindaco di Monteforte, Costantino Giordano. 

L’inchiesta è ormai alle battute conclusive. Ormai si attende soltanto che il pm Woodcock chieda il processo per la Forte e tutti gli altri indagati.

Ecco quanto dichiarato da Livia Forte nei confronti di quest'ultimo: "Venne da me, nel mio ristorante, accompagnato dal boss Galdieri, che ad Avellino “comanda”, per chiedermi di non partecipare all'asta per il fallimento del ristorante “o' Pagliarone” di Monteforte, attività alla quale lui era fortemente interessato. Galdieri mi disse che “... o Pagliarone se l'add piglià o compare mio”. 

Il sindaco di Monteforte ha risposto con forza alle accuse:

"Esprimo il mio più profondo sdegno per le accuse farneticanti che mi sono state indirizzate a mezzo stampa nel pomeriggio di oggi. Si tratta di accuse deliranti, che respingo con fermezza e convinzione e che mi lasciano basito nella maniera più totale. Manifesto, altresì, la più convinta fiducia nell’operato della magistratura: ho dato mandato ai miei legali di procedere con una denuncia di diffamazione e calunnia nei confronti di una persona che è attualmente detenuta per reati gravissimi quali l’associazione per delinquere di stampo mafioso. E’ palese ai miei occhi che questa persona stia tentando di ottenere benefici gettando fango su un uomo perbene che, peraltro, è sindaco di una comunità. Dunque le accuse sono infamanti non solo nei confronti del sottoscritto, ma anche verso la comunità montefortese che mi onoro di rappresentare. Sono un uomo incensurato, la mia storia parla per me, ma sono anche un’istituzione e non posso, non devo rimanere indifferente davanti ad un’accusa di questo genere. Dichiaro la mia totale estraneità ai fatti rispetto ad un articolo giornalistico che contiene accuse infamanti e deliranti, ma sottolineo anche la mia disponibilità ad essere convocato in qualsiasi momento presso i competenti uffici giudiziari per esprimere la mia incolpevolezza".

Livia Forte ne ha per tutti

Il sostituto procuratore della Dda di Napoli Henry John Woodcock ha raccolto la testimonianza di Forte: 

“Attaccavo manifesti elettorali di Ciriaco De Mita e Nicola Mancino, anche l’ex sindaco Giuseppe Galasso era sempre a casa mia. Quando dico che abbiamo sostenuto i menzionati candidati voglio dire che si è trattato di un sostegno frutto di passione politica, nel senso che non abbiamo mai immaginato di poter ottenere un tornaconto dai candidati che sostenevamo”.

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