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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca Monteforte Irpino

Monteforte Irpino, la politica s'inchina alla camorra: ecco il perchè dello scioglimento del consiglio comunale

I componenti del Comitato, anche alla luce dei fatti più significativi illustrati dal Coordinatore della Commissione ispettiva, hanno concordato unanimemente nel ritenere sussistente il condizionamento degli amministratori, tale da determinare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi collettivi dell'Ente da parte dei sodalizi criminali

È finalmente stata resa nota la relazione ministeriale che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale di Monteforte Irpino. Quest'ultima descrive con precisione le modalità con cui la criminalità organizzata ha infiltrato le istituzioni locali. Il rapporto evidenzia come le pratiche di affidamenti diretti e appalti su misura abbiano favorito le ditte legate ai clan locali, in particolare al Nuovo Clan Partenio. Queste pratiche non solo hanno violato le normative antimafia, ma hanno anche causato un danno economico significativo alle casse comunali. L'ex sindaco Giordano, insieme alla sua amministrazione, è stato accusato di avere legami diretti con gli affiliati del clan. Questi rapporti, spesso rafforzati da vincoli parentali e amicizie, hanno facilitato l'ottenimento di appalti e lavori pubblici, creando un circuito chiuso di favoritismi e illegalità. Gli episodi documentati nella relazione spaziano in diversi ambiti, dalla gestione della fiera delle bancarelle alla raccolta di oli esausti. In tutti questi casi, si sono registrate violazioni delle procedure amministrative e delle normative in vigore, inclusa l'assegnazione diretta di appalti senza il rispetto delle procedure di gara. Il bilancio comunale, gonfiato da entrate sovrastimate e da spese non giustificate, riflette la gravità della situazione.

A Monteforte, il Sistema ha eroso le fondamenta della legalità e della trasparenza

La relazione ministeriale non lascia spazio a dubbi: il sistema di corruzione a Monteforte Irpino ha eroso le fondamenta della legalità e della trasparenza, necessarie per il corretto funzionamento di una comunità. A determinare lo scioglimento di un Ente per camorra non sono, quindi, solo alcuni aspetti che riguardano il contesto ambientale, ma soprattutto le responsabilità degli amministratori e dei dipendenti pubblici. Le diffuse illegalità riscontrate e gli indizi di collegamenti con la criminalità organizzata messi in luce dai provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria e dai rapporti delle Forze dell'Ordine forniscono un rilevante quadro indiziario sulla sussistenza del condizionamento dell'amministrazione di Monteforte Irpino. Le illiceità e le condotte amministrative omissive in delicati settori dell'ente hanno, inoltre, evidenziato l'incapacità degli organi elettivi - in un contesto ambientale caratterizzato dalla diffusa presenza di soggetti organici ai sodalizi criminali - di assumere incisive determinazioni a garanzia dei principi di buon andamento ed imparzialità amministrativa. Le risultanze dell'accesso hanno rivelato, infatti, una situazione diffusa di mala gestio utile a garantire un distorto utilizzo delle norme e delle procedure a beneficio di un accaparramento monopolistico e oltremodo redditizio di appalti di lavori pubblici e forniture di servizi da parte di soggetti espressione di consorterie criminali, con i quali, per la conclamata vicinanza dei rapporti, si crea una congiunzione di interessi.

Amministratori sotto accusa: la trascuratezza e le ingerenze criminali

Sul punto, la giurisprudenza amministrativa ha precisato che "lo scioglimento del consiglio comunale può essere legittimamente disposto anche per l'inadeguatezza degli organi di vertice politico-amministrativo a svolgere i compiti di vigilanza e di controllo nei confronti della burocrazia e dei gestori di pubblici servizi appaltati dal Comune". Ne consegue che "amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento non sono soltanto coloro i quali hanno favorito con condotte commissive i fenomeni di infiltrazione mafiosa, ma possono esserci anche coloro i quali, a causa di condotte omissive, beninteso sempre in presenza dei detti collegamenti ovvero forme di condizionamento, non abbiano adottato le misure idonee a bonificare l'ambiente". Ciò vale in misura maggiore per chi ricopre la carica di amministratore, per il quale la trasgressione di questi doveri di vigilanza non solo è capace di determinare una situazione di cattiva gestione dell'amministrazione comunale, ma rende possibili ed agevola ingerenze al suo interno delle associazioni criminali, finendo per creare le condizioni per un asservimento dell'amministrazione municipale agli interessi malavitosi.

Indagini e conferme: elementi univoci di condizionamento amministrativo

Nel caso del Comune di Monteforte Irpino, oltre alle considerazioni già svolte precedentemente, si è avuto modo di accertare una condotta omissiva e, d'altro canto, un'ingerenza nell'ambito dell'attività gestionale dell'ente, che ha comportato indebiti vantaggi per soggetti appartenenti, collegati o comunque vicini ai sodalizi criminali del territorio, a discapito della generalità dei cittadini. Le situazioni evidenziate con gli elementi acquisiti e delineati nella relazione ispettiva, come suffragati dagli accertamenti delle Forze dell'Ordine, sono state quindi oggetto di analisi in sede del Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, a dicembre scorso, al quale hanno partecipato il Sostituto Procuratore delegato dal Procuratore della Repubblica/Coordinatore della D.D.A. presso il Tribunale di Napoli, e il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, unitamente ai componenti della Commissione di accesso, che hanno fornito un quadro di sintesi delle attività dell'Ente locale in relazione al rapporto con la criminalità organizzata. I componenti del Comitato, anche alla luce dei fatti più significativi illustrati dal Coordinatore della Commissione ispettiva, hanno concordato unanimemente nel ritenere sussistente il condizionamento degli amministratori, tale da determinare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi collettivi dell'Ente da parte dei sodalizi criminali, ravvisando un quadro complessivo di elementi univoci, concreti e rilevanti, da richiedere l'applicazione della misura più rigorosa prevista dalla normativa nei confronti del civico Consesso.

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