Il mercenario irpino risponde al Gip

L'inchiesta sul reclutamento di mercenari in guerra per la Russia

Antonio Cataldo, il 33enne di Chiusano San Domenico finito nel mirino della Procura di Genova in merito a un’associazione finalizzata al reclutamento e al finanziamento di mercenari anti-governativi, ha scelto di rispondere a tutte le domande del Giudice per le indagini preliminari.

La vicenda 

L’operazione è coordinata dal procuratore capo Francesco Cozzi e Federico Manotti dalla direzione distrettuale antimafia della Procura di Genova. Agli arrestati Antonio Cataldo, Olsi Krutani e Vladmir Verbitchii sono contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere finalizzata al reclutamento e al finanziamento di mercenari combattenti al fianco di milizie filorusse, reclutamento e istruzione dei mercenari e attività di partecipazione al conflitto, fatti aggravati dalla transnazionalità dei reati.

Antonio Cataldo, operaio, era stato già arrestato in Libia nell’estate 2011 dalle forze di sicurezza dell’allora regime con due connazionali che lavoravano come contractors. Cataldo è accusato di aver preso parte ai combattimenti nel Donbass dietro corrispettivo di denaro e di aver reclutato mercenari.

Olsi Krutani è un cittadino albanese, sedicente ex ufficiale delle aviotruppe russe, istruttore di arti marziali, operatore informatico. E’ accusato di aver reclutato mercenari da inviane in teatro di conflitto in Ucraina.

Vladimir Vrbitchii, detto “Parma”, è un operaio di origine moldava, aspirante legionario, accusato di aver preso parte ai combattimenti lungo il confine russo-ucraino dietro corrispettivo di denaro.

Gli altri tre (Ricercati Andrea Palmieri, Gabriele Carugati e Massimiliano Cavalleri  ) dei sei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono al momento risultati irreperibili. Secondo gli investigatori i tre potrebbero trovarsi ancora nelle zone teatro del conflitto. Nel corso dell’operazione di questa mattina sono state effettuate sette perquisizioni nei confronti di altri soggetti coinvolti nell’indagine, i cui esiti sono stati anticipati da alcuni quotidiani. I reati contestati sono, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata al reclutamento e al finanziamento di mercenari combattenti al fianco di milizie filorusse, reclutamento e istruzione dei mercenari, attività di partecipazione al conflitto, fatti aggravati dalla transnazionalità dei reati.

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