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Autopsia conferma decesso per meningite per il migrante della Guinea, crescono le polemiche

Condizioni igienico-sanitarie a rischio nei centri d'accoglienza preoccupano l'intera provincia. L'ufficio immigrazione intensifica i controlli

L'autopsia sul corpo del giovane migrante della Guinea Bissau ha confermato quello che già si sapeva.

Il diciannovenne, deceduto la settimana scorsa dopo un ricovero d'urgenza al Moscati di Avellino, è morto per meningite. Di questo ne era convinto il primario del reparto malattie infettive Nicola Acone, il quale non aveva voluto generare inutili preoccupazioni prima dell'esame autoptico. Dopo il responso montano le polemiche per la gestione dei migranti sul tutto il territorio, una situazione inaccettabile, come già detto dal sindaco di Monteforte e da Antonio Famiglietti della Cgil.

Secondo il sindacalista le condizioni in cui vivono i profughi sono vergognose, per questo occorrono subito controlli serrati da parte della Prefettura e dell'Asl. Il caso di Idrissa apre in provincia una riflessione importante che coinvolge l'intera comunità, appara inverosimile, infatti che un uomo fuggito dal dramma del suo paese per cercare dignità e fortuna in Italia possa morire di una malattia infettiva, ma curabile.

Per il momento il personale dell'ufficio immigrazione ha chiesto maggiori controlli medico-sanitari, soprattutto a fronte delle scarse condizioni igienico sanitarie in cui versano alcuni centri di accoglienza.

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