Matteo D'Abrosca: "I giovani oncologici di Avellino non sono soli"

Il ragazzo, appena 16enne, ha trovato la forza di diventare portavoce del dolore che opprime tutti i reparti di oncologia pediatrica

Si chiama Matteo D'Abrosca, abita a Santa Maria Capua Vetere, ha 16 anni ma, da quando gli è stato diagnosticato il “linfoma di Hodgkin”, ha praticamente dovuto rinunciare alla sua adolescenza. Matteo, in pratica, è affetto da un tumore che prende origine dal sistema linfatico. Nonostante questo, il ragazzo ha trovato il coraggio di affrontare a viso aperto la sua malattia. Ovviamente, i momenti difficili non sono mancati, come quando i cosiddetti "amici" hanno deciso di abbandonarlo. Matteo, però, non si è perso d'animo e ha trovato nella famiglia e nel reparto d'ospedale in cui era ricoverato, il salvagente cui aggrapparsi.  

Ma non solo, il 16enne ha avuto grande sostegno e stima anche dalle istituzioni. Ricevuto alla Camera, ha stretto forti legami con Laura Boldrini, con Pietro Grasso, col ministro Minniti e tanti altri.  

Matteo, adesso, è divenuto un simbolo. Il ragazzo, divenuto uomo troppo in fretta, ha trovato la forza di diventare portavoce del dolore che opprime tutti i reparti di oncologia pediatrica. Perché i malati, come è stato lui, non rimangano soli e inascoltati dalle persone e dalle istituzioni. Il grido di Matteo, adesso, è arrivato anche ad Avellino, dove è stato accolto dal Prefetto Maria Tirone.  

Ecco le dichiarazioni rilasciate ad Avellino Today dal giovane:  

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"Metto tutto il mio impegno per sensibilizzare e dare una voce di speranza a tutti i ragazzi oncologici di Avellino. Affinché non si sentano mai soli. È importante che i ragazzi, associazioni, volontari, medici e tutto ciò che circonda l’oncologia pediatrica italiana abbiano un sostegno costante, dalle associazioni e non solo. La mia battaglia è anche la loro". 

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