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Nuova legge sul vino, Mastroberardino: "Disciplinata l'intera materia"

In Campania la produzione di vino si attesta nel 2016 (dati Istat) a 1.290.000 di ettolitri, con un calo del 20% rispetto al 2015 ma una qualità invariata

Per i produttori di vino il 12 gennaio sarà uno spartiacque importante: entra in vigore la nuova legge. Piero Mastroberardino, erede della più antica casa vinicola della Campania è docente ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Foggia, ci spiega quanto di buono è contenuto nel testo: “Ritengo apprezzabile lo sforzo fatto – ha spiegato il professore Mastroberardino –  per dare un segnale di razionalizzazione normativa per il settore, considerato che per anni abbiamo lamentato un disagio enorme per la continua proliferazione di norme spesso persino in contrasto tra loro. E’ importante che vite e vino siano ora parte del patrimonio culturale italiano. Questo è un dato importante per sottolineare la straordinaria rilevanza della filiera non solo sotto il profilo economico per il nostro Paese. Non posso tuttavia negare che le aspettative di noi produttori sotto il profilo della semplificazione burocratica fossero maggiori. Molti istituti del nostro ordinamento specifico restano ridondanti e molte inefficienze ancora si annidano nelle pieghe di una filiera così complessa e ramificata. È chiaro che il testo è frutto di un compromesso tra diverse istanze e prospettive, dunque in ogni caso un passo in avanti rispetto alla situazione precedente. Tuttavia un riconoscimento di maggiore responsabilità e capacità nei confronti dei produttori soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione delle varie fasi della filiera sarebbe stato un segnale giusto e coerente”.

In Campania la produzione di vino si attesta nel 2016 (dati Istat) a 1.290.000 di ettolitri, con un calo del 20% rispetto al 2015 ma la qualità rimane invariata. “I produttori della nostra Regione – commenta Mastroberardino – proseguono nel proprio sforzo di promozione e valorizzazione. L’immagine della Campania in questi anni ha patito colpi pesanti a causa di fenomeni distinti e distanti dal mondo del vino. Per questa ragione abbiamo richiesto ripetutamente alla parte istituzionale un forte impegno nel varo di un piano di comunicazione che ponga al centro proprio la filiera vino, per creare sinergia con gli sforzi di promozione che le imprese sostengono quotidianamente con proprie risorse. Auspico che tale appello possa trovare ascolto, finalmente, sia a livello regionale, sia presso il sistema camerale, in modo da riequilibrare almeno gli investimenti in comunicazione che tante altre regioni italiane mettono in campo ogni anno a sostegno dei propri vini e delle proprie denominazioni”.

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