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Camorra in Irpinia, intervista esclusiva al colonnello Cagnazzo

“Il popolo irpino non ha paura di denunciare la criminalità organizzata”

Non appare difficile immaginare quale sia il problema principale in Campania: la camorra. La criminalità organizzata, con le sue attività illecite, offusca tutte le possibilità di crescita di un territorio che, per il potenziale di cui dispone, potrebbe garantire ai suoi giovani un futuro certamente più roseo. Abbiamo affrontato il problema della camorra con il colonnello Massimo Cagnazzo, che ha rilasciato interessantissime dichiarazioni ad Avellino Today. Gli spunti sul tema sono infiniti e, nei prossimi giorni, affronteremo la questione offrendovi un quadro completo della situazione criminale sul territorio irpino. 

Colonnello, la prima domanda è d’obbligo: la camorra ad Avellino è presente o no?

“Io faccio sempre riferimento alle condanne e agli accertamenti giudiziari. Quest’ultimi hanno evidenziato la presenza di alcuni clan ad Avellino e nella sua provincia. Ovviamente, tra questi ce ne sono alcuni che hanno lungamente operato sul territorio irpino e, in tal senso, il nostro livello di attenzione è massimo. Ci sono alcune famiglie notissime che operano principalmente al confine con il napoletano e il salernitano. Il nostro obiettivo, neanche a dirlo, è fare in modo che l’attività della criminalità organizzata in questo territorio sia completamente azzerata”.

Il clan più noto sul territorio irpino è certamente il clan Cava. Fino a che punto i Cava sono radicati sul territorio?

“Questa è una domanda molto specifica cui posso rispondere soltanto in termini investigativi e, in tal senso, posso dire che le nostre analisi, coadiuvate dalle segnalazioni e dall’imprescindibile aiuto dei cittadini, degli imprenditori e dei commercianti, c’hanno permesso di tracciare un accurato monitoraggio del problema. Anzi, vorrei sfruttare l’occasione per lanciare un appello ai vostri lettori affinché si rivolgano sempre a noi per segnalare tutte le attività delittuose. Dal canto nostro, garantiremo il totale sostegno al cittadino che, come sempre, rappresenta la forza più grande di questo territorio”.

Perché ancora così tante persone hanno paura di denunciare la camorra?

“Posso garantirle che, sul territorio irpino, questa paura di denunciare la criminalità organizzata è molto meno presente rispetto ad altre città capoluogo campane. A questo, ancora, va aggiunto il fatto che noi conosciamo molto bene i nomi dei criminali che operano in questo territorio. La questione, se vogliamo, diventa più complessa soltanto quando i clan trovano l’appoggio al Nord ma, anche in questo caso, la nostra profonda conoscenza del territorio ci consente di conoscere in anticipo nomi, cognomi e indirizzi di tutti gli affiliati. Nonostante questo, voglio comunque ribadire che tutti coloro che direttamente e anche indirettamente vengono a conoscenza di qualsiasi attività criminale devono immediatamente rivolgersi ai carabinieri e alla polizia”.

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