Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Sbaglia un intervento chirurgico alla spalla, medico irpino condannato a risarcire il paziente

L'episodio di malasanità risale al giugno 2015: un intervento di rimozione di fili, successivo a un artroprotesi alla spalla, rischiò di rivelarsi fatale per un paziente dell'Ospedale "Landolfi" di Solofra, finito per ben 45 giorni in terapia intensiva

Malasanità in Irpinia. Il medico Antonio La Verde, accusato di aver commesso un errore nella realizzazione di un intervento chirurgico alla spalla, è stato condannato dal Tribunale di Avellino a risarcire il suo paziente, Franco Vecchione, ricoverato per 45 giorni in terapia intensiva.

Danni ai polmoni e all'esofago del paziente

Secondo la ricostruzione dei fatti, il sig. Vecchione, dopo essere stato sottoposto a un primo intervento di artroprotesi alla spalla nel marzo 2015 presso l'Ospedale "Landolfi" di Solofra, fu richiamato nel giugno dello stesso anno per un secondo intervento, consistente nella rimozione dei fili di Kirschner. 

Il dott. La Verde, all'epoca dei fatti dirigente medico presso il reparto di ortopedia del plesso ospedaliero solofrano, compì un errore che rischiò di rivelarsi fatale: i fili, infatti, non furono rimossi − come successivamente dimostrato dalle due consulenze fornite al giudice del dipartimento, dott. Giulio Argenio, in cui viene evidenziato il nesso causale − bensì recisi, arrivando a un centimetro dalla vena succlavia e provocando gravi danni ai polmoni e all'esofago. Il paziente, difeso dall avv. Annamaria Vecchione, venne salvato soltanto grazie all'intervento in chirurgia di urgenza del dott. Francesco Maria Crafa (effettuato presso l'Ospedale "Moscati" di Avellino), pur rimanendo in costante lotta tra la vita e la morte per quei lunghi, soffertissimi 45 giorni in terapia intensiva.

In attesa della sentenza civile, prevista per il prossimo 29 ottobre, il medico, ai sensi dell'art. 590 del codice penale, comma 2 e 3, è stato condannato alla "pena di € 500,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali", nonché "a risarcire alla parte civile Vecchione Franco il danno da liquidare in separata sede e a rimborsare alla stessa le spese di costituzione assistenza e rappresentanza che si liquidano in complessivi € 1.800,00", secondo quanto si apprende dal dispositivo emesso dal giudice Argenio.

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