Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Solofra

Operato alla spalla, si ritrova con esofago e polmone perforati: Asl di Avellino condannata a risarcire un paziente

Ennesimo caso di malasanità in Irpinia risalente al 2015: dopo due interventi chirurgici, una toracotomia e un coma farmacologico, l'uomo è riuscito a vincere la propria battaglia contro l'Azienda Sanitaria Locale

Si era recato presso l'Ospedale "Landolfi" di Solofra, nel marzo 2015, per un intervento chirurgico alla spalla destra, ma mai avrebbe potuto immaginare che tale intervento potesse tramutarsi in un lunghissimo calvario con postumi permanenti.

A distanza di sette anni l'uomo, difeso dall'avv. Anna Maria Vittoria Vecchione, ha finalmente vinto la propria battaglia contro l'Asl di Avellino, condannata a risarcire il paziente per effetto della sentenza emanata in data 6 giugno 2022 dal Tribunale di Avellino, nella persona del giudice Raffaele Califano.

"Otto centimetri di filo di Kirschner hanno perforato esofago, polmone sinistro e mediastino"

Ma andiamo con ordine. Come detto pocanzi, l'uomo, affetto da conflitto dei rotatori alla spalla destra, si recò il 16 marzo 2015 presso il Presidio Ospedaliero solofrano − gestito, all'epoca, dall'Azienda Sanitaria Locale irpina − per risolvere il problema mediante un intervento chirurgico.

Tuttavia, il paziente, a causa di continui e lancinanti dolori alla spalla operata, tornò nuovamente al "Landolfi", esattamente due settimane dopo, il 30 marzo: qui i medici, avendo riscontrato che il filo di Kirschner, applicato nel corso del primo intervento, non era ancorato correttamente, decisero di ricorrere a un secondo intervento, onde la necessità di rimuoverlo.

Tutto sembrò essere risolto finché, una ventina di giorni dopo, l'uomo non iniziò ad avere dolori lancinanti al petto, a tal punto da essere ricoverato, in data 4 luglio 2015, presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale "Moscati" di Avellino. Fu così che gli esami TAC effettuati dall'équipe della Città Ospedaliera evidenziarono le cause del dolore atroce: "la presenza di circa 8 centimetri del filo di Kirschner, all'evidenza non rimosso integralmente nel corso del secondo intervento"; e "migrando tale spezzone di filo gli aveva perforato l'esofago, il polmone sinistro e il mediastino", costringendolo a una toracotomia di ben cinque ore, effettuata il 6 luglio e in seguito alla quale il paziente finì per sette giorni in rianimazione, in coma farmacologico.

Successivamente, gli accertamenti medico-legali del collegio peritale appurarono che venne rimosso soltanto uno dei due fili: "considerazione che viene confermata dalla successiva rilevazione, a circa un mese di distanza, del suddetto filo di K. che era migrato andando a danneggiare pleura, polmone, esofago e mediastino e che ha poi innescato tutta una serie di eventi clinici, chirurgici e disfunzionali".

Un assurdo caso di malasanità che poteva avere conseguenze ben più gravi, ma che ha comunque cagionato all'uomo, oggi 79enne, postumi permanenti.

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