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Mario Zamma da De Mita a Grillo: ritorna il Bagaglino con "Magnàmose tutto"

Nel cast di Pingitore anche l'artista originario di Sorbo Serpico

“Magnàmose tutto”, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore e prodotto da Nevio Schiavone vedrà tra i protagonisti Mario Zamma, originario di Sorbo Serpico e agli onori della cronaca per la caratterizzazione del personaggio di Ciriaco De Mita che gli ha donato una popolarità incredibile. Ritorna quel varietà nei teatri d’Italia: uno spettacolo con cui Pingitore festeggia i 51 anni di Bagaglino. Interpreti di questo nuovo lavoro, che mescola come da tradizione risate e satira acuta, sono Martufello, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.  Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati che faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune grandi donne del passato più o meno prossimo.

“In questo spettacolo caratterizzerò Grillo, Merkel, Hillary Clinton” dice l’avellinese tenendo a precisare che “non sono imitazioni”. Mario ormai vive stabilmente a Roma, tifa Avellino ma la Lazio è il suo secondo amore. Ha da poco terminato le prove in vista dello spettacolo inaugurale fissato per venerdì 25 novembre al Salone Margherita e ci dà un anticipo di cosa vedremo a teatro: “Il secondo tempo mi vede in scena con personaggi di fantasia: dal principe azzurro ovviamente comico di Biancaneve tra due belle partner come Valeria Marini e Pamela Prati”.

Il Bagaglino fa rivivere momenti spensierati e di satira pura ma con il trascorrere degli anni qualcosa è cambiato. Mario ce lo spiega: “Manca solo la televisione, la voglia è la stessa e anche il grande divertimento. Oggi la televisione propone il nulla. È il trionfo della mediocrità. Sono sicuro che la formula funzionerebbe ancora perché in teatro anche l’anno scorso che abbiamo fatto “50 sfumature di Renzi” ha fatto registrare il tutto esaurito”

Ma oggi in tv siamo abituati a vedere ben altro: “un paese che volontariamente rinuncia, per non dire vieta la satira è sicuramente un paese molto povero. Un abbraccio alla mia bella Irpinia”. E chissà che un giorno possa calcare il Teatro Carlo Gesualdo.

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