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Il neo Questore Botte: "Irpinia non è più l'isola felice di una volta"

Ha operato fianco a fianco con i Pubblici Ministeri Lucio Di Pietro, Franco Roberti e Federico Cafiero De Raho, nella operazione Spartacus e nelle numerose altre indagini contro la camorra casertana

"Sacrificio, passione e responsabilità". Si presenta così Luigi Botte, il nuovo Questore di Avellino.

Originario di San Lorenzello, approda in Irpinia dopo aver ricoperto l’incarico di Questore a Crotone. Lunga la sua carriera: ha diretto le sezioni Falchi e Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Napoli; Nel 93 ha assunto la Dirigenza della Squadra Mobile di Caserta.

Ha operato fianco a fianco con i Pubblici Ministeri Lucio Di Pietro, Franco Roberti e Federico Cafiero De Raho, nella operazione Spartacus e nelle numerose altre indagini contro la camorra casertana. Si è contraddistinto per la cattura di pericolosissimi latitanti come Bidognetti e Schiavone. "Avellino non è una isola felice. C'è da lavorare con attenzione e monitorare il territorio costantemente. Trovo un ottimo team che ha raggiunto risultati importanti. La malavita qui in Irpinia è presente, inutile nasconderlo. Auspico un rapporto sereno e di dialogo con tutti. La mia porta sarà sempre aperta. Sono orgoglioso di essere stato chiamato ad operare in questa città. Posso promettere passione e lavoro di squadra, da soli non si va da nessuna parte. Lavorare insieme è l’unico modo per raggiungere un obiettivo".

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