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Buona sanità, "Dall'intuito di Mottola alla bravura dell'équipe del dottore Ambrosini"

I familiari di Luigi Brescia che ha subìto l'intervento presso l'Ospedale Moscati di Avellino ripercorrono in una lettera tutto l'excursus sanitario

I familiari di Luigi Brescia che ha subìto l'intervento presso l'Ospedale Moscati di Avellino ripercorrono in una lettera tutto l'excursus sanitario. "Dieci anni fa fu sottoposto a intervento chirurgico per l'impianto di una nuova valvola aortica biologica, presso la clinica Montevergine di Mercogliano. Nel settembre 2016, a seguito di un controllo di routine presso lo specialista Gaetano Mottola, si riscontra la totale inefficienza della protesi. In pratica, la valvola aveva perso ogni caratteristica funzionale, era divenuta un foro passante. A quel punto è panico assoluto, non si osa neanche immaginare l'ipotesi della riapertura toracica dieci anni dopo. Lo stato di debilitazione fisico, le continue crisi respiratorie non lasciano certo spazio a buoni presagi. Tutto lo scenario porta a considerare solo il punto di arrivo, o meglio, di non ritorno".

L'INTUITO DEL CARDIOLOGO GAETANO MOTTOLA

"Ad aprire uno spiraglio di speranza è il cardiologo Gaetano Mottola, che, con fare sereno e pacato, senza alcuna variazione di umore, quasi come se stesse raccontando una fiaba ad un bambino dice ": … Beh! Ma adesso abbiamo la possibilità di fare un VALVE IN VALVE. Si tratta di un intervento che si pratica per via pelvica, “valve in valve”, comprendiamo il significato ma solo per conoscenza linguistica, la valvola nella valvola, ma il resto scatena una tempesta di quesiti a cui il professore, con la sua grande capacita relazionale, sa dare soddisfacenti risposte.

Dal racconto del professore si evince che uno specialista di grande fama aveva vinto un concorso all’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino, tale dottor Vittorio Ambrosini, EMODINAMICO. Se lo dice il Professore Mottola, c'è solo da fidarsi… Nonostante il professore abbia tranquillizzato tutti, rimane comunque il referto, da cui emerge una gravità assoluta el'imminente necessità ad intervenire".

L'INCONTRO CON IL DOTTORE AMBROSINI

"Il dottor Ambrosini, una volta contattato, si rende immediatamente disponibile a visitare l'ammalato per valutare la gravità della sua condizione di salute, prescrivere una serie di esami preliminari e poter procedere all'approvvigionamento dei materiali per intervenire. La fase propedeutica viene svolta, tutto il materiale necessario all'intervento viene prodotto con successo, ma ecco che sopraggiunge un problema che appare quasi insormontabile: la valvola necessaria all'intervento è di una taglia non standard! Il tempo trascorre tra affanni e tachicardia, il traguardo sembra continuare ad allontanarsi. La valvola con delle particolari caratteristiche e da poco immessa nel mercato purtroppo rappresenta l’unica possibilità di salvezza". 

L'ATTESA DELL'OPERAZIONE

"Dopo mesi di attesa, accompagnati dal forte sostegno del dottore Vittorio Ambrosini, finalmente, il 20 marzo scorso, arriva la tanto attesa chiamata per il ricovero presso l’Unità operativa di Cardiologia dell'ospedale Moscati.

Reparto eccezionale, costituito da grandi persone con notevole valore umano, che hanno saputo, oltre che curare, anche sopportare L'irascibilità di un ammalato stanco della propria condizione, impaurito, irascibile e poco “paziente”.

Inizia un nuovo iter propedeutico volto a portare l'ammalato in sala operatoria pronto per affrontare un nuovo, vitale intervento".

IL PRIMO IN EUROPA 

"Luigi è ignaro del fatto che sarà lui la prima persona in Italia, e anche in Europa, ad avere la fortuna di godere di un impianto valvolare di questo genere. Eseguito per via pelvica, l'interno di una valvola oramai inesistente, praticamente una cavità cilindrica, un tubo, dove non esiste alcuna presenza di riduzione diametrale (stenosi), nessun appiglio, purtroppo, dove ancorare una protesi avente un calibro enorme, di 34mm".

I RINGRAZIAMENTI

"Nonostante tutto, gli angeli del Laboratorio di Emodinamica dell'ospedale Moscati di Avellino, con grande umiltà, professionalità, dedizione e tanto cuore, riescono nell'impresa straordinaria di restaurare un cuore andato in pezzi, logorato dal tempo e dalla sofferenza. Esempio di buona sanità".

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