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Intimidazioni al teste, quando si potrà parlare di atto di camorra?

Una bomba carta scagliata contro l'auto del testimone del processo all'ex sindaco di Pago del Vallo Lauro non può essere definita diversamente

Avellino Today continua ad affrontare la questione camorra in Irpinia. Nella giornata di oggi è avvenuto un fatto gravissimo: un terribile atto intimidatorio nei confronti dell'imprenditore Patrizio Donnarumma, proprio nel giorno in cui i giudici lo hanno ascoltato come teste nel procedimento penale che vede fra gli imputati l'ex sindaco di Pago del Vallo di Lauro, Giuseppe Corcione, e altri membri dell'amministrazione.  

A quanto pare, i magistrati hanno deciso che la bomba carta che ha letteralmente distrutto la vettura di Donnarumma non potesse condizionare la sua deposizione. Scelta confermata dal testimone, che ha voluto ugualmente esporre la sua versione dei fatti e confermare le accuse nei confronti degli imputati. 

L'inchiesta in auge è stata condotta dagli uomini dell'antimafia di Napoli e della Mobile di Lauro.  

Le accuse a Vitale 

Luigi Vitale, ritenuto esponente di spicco del clan Cava, è tra i principali imputati del processo. A lui, l'imprenditore Patrizio Donnarumma ha indirizzato alcune delle sue accuse; affermando che Vitale non gli avrebbe riconosciuto il pagamento di alcune consegne di ghiaia e che, successivamente, sarebbe stato anche il mandante dell'aggressione a suo suocero. Donnarumma, infine, ha affermato di non essere a conoscenza della storia malavitosa di Vitale, ma di aver solo sentito ciò che veniva raccontato in paese. Voci, queste, che lo hanno spinto a chiudere un occhio sul mancato pagamento del materiale.  

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