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Licenziamenti Ipercoop: un delitto premeditato con tanti complici

Basta prendere in giro i lavoratori, l'azienda ha chiuso perché così era stato deciso da tempo

Un omicidio premeditato; non potremmo definire altrimenti ciò che è accaduto all'Ipercoop di Avellino. Tramite una missiva gelida come il ghiaccio, l'azienda ha comunicato ai lavoratori la messa in mobilità. Adesso, i dipendenti sono ufficialmente disoccupati. Una tragedia avvenuta davanti agli occhi di tutti e di cui le istituzioni si sono completamente disinteressate. Perché solo di menefreghismo potremmo parlare. Adesso, questi lavoratori e le loro famiglie, senza ombra di dubbio, non sanno che farsene degli attestati di solidarietà giunti dalla politica e non solo.  

Il dramma dell'Ipercoop non è una problematica che può essere risolta con le chiacchiere, occorrono i fatti. E i fatti, in questo caso, devono essere tradotti in un intervento diretto che consenta ai lavoratori di tornare nel minor tempo possibile a lavoro.  

Avellino Today ha raccolto le dichiarazioni degli ormai ex dipendenti di Avellino. Quest'ultimi, con le lacrime agli occhi, hanno parlato delle tante difficoltà vissute in questi ultimi tempi. Un periodo terribile in cui, ciò che è accaduto, non è stato altro che un delitto annunciato: 

"La lettera di licenziamento non c'ha sorpreso ma, sicuramente, negli ultimi giorni c'avevamo sperato. Le chiacchiere di Alleanza 3.0 che, negli ultimi giorni, aveva affermato di volere rilanciare il suo impegno in Campania, avevano fatto pensare a un destino diverso ma è stata solo l'ultima di una sequela infinite di prese in giro". 

I sindacati irpini hanno scritto al neo ministro del Lavoro e per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio.  

"Noi c'attacchiamo con tutta la nostra forza a ogni singola speranza. Non possiamo fare altrimenti. Per noi, per il lavoro che abbiamo svolto in tanti anni alla Coop e, più di ogni altra cosa, lo dobbiamo fare per le nostre famiglie. Non faremo morire di fame i nostri figli per gli interessi degli altri". 

Un lavoro, il vostro, che non ha mai portato neanche grandi guadagni. 

"Questo è assolutamente vero. La maggior parte di noi lavora in Coop da vent'anni e, da vent'anni, percepiamo uno stipendio part time; remunerato 700 euro al mese. Nessuno di noi si è mai arricchito all'Ipercoop, e nemmeno ha mai ricevuto uno stipendio almeno dignitoso. Eppure, nonostante questo, l'azienda parlava di guadagni in perdita e necessità di vendere. Ma dove sono finiti i soldi guadagnati grazie al nostro lavoro? Abbiamo sempre accettato ogni sacrificio richiesto dalla Coop e, nonostante questo, siamo rimasti in mezzo a una strada. Quello che è accaduto è stato un delitto premeditato".  

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