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Ruggi: interrogato il medico Luciano Brigante

La Cassazione ha confermato l'estraneità del dr. Brigante agli accordi intercorsi tra i pazienti e gli altri medici coinvolti nella vicenda e la non ravvisabilità del reato di concussione in capo allo stesso

Si sono svolti i primi interrogatori  sullo scandalo "mazzette" all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. A varcare la soglia del tribunale di Salerno sono stati, nel pomeriggio di ieri, il primario neurochirurgo Luciano Brigante, il direttore di neuroscienze Renato Saponiero e la caposala Anna Rita Iannicelli. Tutti e tre, alla presenza dei rispettivi avvocati, hanno ribadito la loro innocenza. In particolare – da quanto si apprende - Brigante avrebbero chiarito la sua posizione dicendosi estraneo alle accuse di concussione riconfermando a gran voce di non aver mai preso soldi dai pazienti sottoposti agli interventi chirurgici. E avrebbe anche giustificato la saltuaria presenza in sala operatoria del luminare giapponese Takanori Fukushim: “E’ un vanto per noi averlo a Salerno” sarebbero state le sue parole pronunciate dagli inquirenti.

AGGIORNAMENTO:  La Cassazione n. 46650/2016 del 07/11/2016 ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa avverso l’ordinanza del 06/06/2016 del Tribunale del riesame di Firenze e ha confermato l’estraneità del dr. Brigante agli accordi intercorsi tra i pazienti e gli altri medici coinvolti nella vicenda e la non ravvisabilità del reato di concussione in capo allo stesso.

Cassazione assolve il medico Brigante: "Nessuna Concussione"

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