Scandalo Aias, le intercettazioni mostrano una partecipazione attiva di Ciriaco De Mita

Il gip si sofferma con forza sulla posizione dell'ex presidente del consiglio nell'ordinanza di applicazione delle misure cautelari a carico dei sei indagati nell'inchiesta

Emergono nuovi sviluppi sul terremoto che ieri ha coinvolto Aias/ Noi con loro. Nelle trentasette pagine redatte dal giudice per le indagini preliminari, Paolo Cassano, l'ex premier Ciriaco De Mita, anche se non indagato, è citato più e più volte. Il sindaco di Nusco è già stato ascoltato come persona informata dei fatti dal capo della Procura avellinese, Rosario Cantelmo, e dall'aggiunto e titolare dell'inchiesta, Vincenzo D'Onofrio. Le intercettazioni, però, mostrano un quadro molto diverso; ovvero: una partecipazione attiva alla gestione delle due onlus.  

Il gip si sofferma con forza sulla posizione dell'ex presidente del consiglio nell'ordinanza di applicazione delle misure cautelari a carico dei sei indagati nell'inchiesta:  

"I dati offrono una ulteriore dimostrazione dell'intervento “risolutore” di Ciriaco De Mita presso gli organi regionali, per l'accreditamento Aias e fanno comprendere chi fossero i reali interessati alla “vita” economica e gestionale dell'associazione in questione".  

Nella suddetta ordinanza si legge a chiare lettere come, in un sms datato ottobre 2017, Gerardo Bilotta abbia riferito al direttore generale dell'Asl di Avellino, Maria Morgante, di essersi incontrato con Ciriaco De Mita in Regione e, qui, di avere appreso proprio da De Mita che l'accreditamento dovuto per legge sarebbe andato in porto. 

«Ok», è stata la criptica risposta della Morgante che, ricordiamolo, non risulta indagata nell'inchiesta. 

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Tutto nasce dall'accreditamento al servizio sanitario regionale 

Bilotta, senza mezzi termini, fa riferimento all'accreditamento al servizio sanitario regionale; un documento concesso dalla Regione e che consente di accedere ai fondi dedicati. L'Aias ha usufruito, negli anni scorsi, di un accreditamento provvisorio. Sulla regolarità dello stesso, avrebbe dovuto vigilare l'Asl. Adesso, la Procura ha messo nel mirino la concessione ai finanziamenti in auge.  

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