Intrecci politica, giustizia e sanità, trema De Luca: coinvolto avvocato avellinese

Un terremoto giudiziario che secondo le prime indiscrezioni battute dalle agenzia di stampa vede coinvolte ben sette persone

Un'accusa che fa tremare Palazzo Santa Lucia. Una inchiesta appena aperta per presunta corruzione e concorso in rivelazione di atti coperti dal segreto. Il reato contestato è la corruzione nella formulazione aggiornata, e cioè l’articolo 319 quater del Codice penale, che punisce «l’induzione indebita a dare o promettere utilità in cambio di».

Un terremoto giudiziario che secondo le prime indiscrezioni battute dalle agenzia di stampa vede coinvolte ben sette persone. Tra questi anche un affermato avvocato del Foro di Avellino che avrebbe fatto da trait d'union tra uomini politici (lo stretto collaboratore di De Luca Carmelo Mastursi) e il manager (Guglielmo Manna) della sanità. Ma di cosa si sta parlando? Manna è il marito di Anna Scognamiglio, giudice relatore della prima sezione del Tribnale Civile che discute la causa e deposita la decisione il 22 luglio sulla sospensione degli effetti della Severino sul governatore De Luca. In quei giorni concitati, il telefono di Manna, manager dell’ospedale pediatrico Santobono diventa bollente.  

Viene intercettato dalla procura di Napoli nell’ambito di una inchiesta sul malaffare. E qui entra in gioco l'avvocato avellinese. Gli investigatori ascoltano Manna che si rivolge all'avellinese chiedendo di essere messo in contatto con il capo della segreteria politica di De Luca, Carmelo Mastursi, storico e fidatissimo collaboratore dell’ex sindaco di Salerno. Sono diverse le telefonate che la procura di Napoli trasmette a quella di Roma per competenza, essendo coinvolto un magistrato del distretto, Anna Scognamiglio, appunto, la moglie di Manna. 

Il manager del Santobono, raccontano le telefonate, propone uno scambio: una nomina «pesante» nella sanità pubblica per rivelare l’esito della decisione dei giudici sulla sospensione della Severino. Da qui la iscrizione sul registro degli indagati della Procura di Roma del segretario regionale organizzativo del Pd, Carmelo Mastursi, del giudice Scognamiglio, di suo marito, dell’avvocato mediatore e di alcuni funzionari dello staff del governatore. E poi anche dello stesso De Luca. 

La notizia della inchiesta viene blindata. Fino a qualche ora fa. Data in pasto alla stampa che racconta...

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Intanto il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dichiara £senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta". De Luca ha incaricato il suo avvocato di chiedere di essere ascoltato e annuncia  una conferenza stampa a Napoli.

"È mia intenzione - aggiunge De Luca - fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando. Ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre - conclude De Luca - lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza".

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