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Travolta e uccisa: 2 anni all'autore. La mamma della vittima: "Giustizia non poteva di più"

Nonostante il dolore di aver perso una figlia le parole dell'insegnante avellinese non gridano vendetta: "Daniela non meritava una morte così violenta. Del resto nel nostro ordinamento non è ancora stato introdotto l'omicidio stradale e dunque la sentenza è stata ineccepibile"

Investì una 33enne ad Avellino in via Tagliamento che morì dopo cinque giorni di agonia in Ospedale. Ora per quel tragico lutto che colpì la famiglia di Daniela di Salvia il Tribunale di Avellino ha condannato il 19enne a due anni di reclusione e due anni di sospensione della patente, con pena sospesa. Una sentenza mite, irrisoria, rispetto ad una vita umana.

I legali del 19enne hanno scelto la strada del patteggiamento per evitare una pena maggiore.

Quell'incidente si verificò il 20 luglio in via Tagliamento: Daniela  si era accorta del sopraggiungere della Smart e per evitare che travolgesse la sua amica, originaria di Monteforte la spinse, scaraventandola a terra e scongiurando l’impatto, mentre lei venne travolta in pieno da quell’auto.  

A sentenza emessa, la mamma Lina Nigro dalle colonne de Il Mattino commenta: "Daniela non meritava una morte così violenta. Non ce l’ho con nessuno, la giustizia ha fatto il suo corso e non poteva fare di più. Il responsabile dell’investimento di mia figlia ha chiesto ed ottenuto di poter patteggiare e quindi ha avuto una sostanziale riduzione della pena. Del resto nel nostro ordinamento non è ancora stato introdotto l’omicidio stradale e dunque la sentenza è stata ineccepibile". 

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