Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Negligenze mediche e ritardi mortali, il calvario di un carabiniere: “Mio padre privato delle cure necessarie per salvargli la vita”

Trauma e trascuratezza: la rabbia di un carabiniere e la sua richiesta di giustizia per quanto accaduto al padre, ora in uno stato di coma farmacologico irreversibile

Una dolorosa vicenda ha colpito la famiglia di un carabiniere originario di Villamaina, ora residente a Roma. Attraverso il suo legale, l'avvocato Augusto Guerriero, il militare ha deciso di rendere pubblico il dramma vissuto dal padre, il grave incidente di quest’ultimo che lo ha portato in uno stato di coma farmacologico irreversibile. Le testimonianze raccolte dal carabiniere rivelano una serie di gravi negligenze e ritardi da parte degli operatori sanitari, che hanno contribuito al peggioramento delle condizioni del paziente, privandolo delle cure urgenti che avrebbero potuto evitare un esito così tragico.

Secondo quanto riportato dall'avvocato Guerriero, "L’8 giugno 2024, intorno alle 12:20, il padre del mio assistito si trovava all'esterno della propria abitazione a Villamaina quando ha improvvisamente perso l'equilibrio e è caduto, battendo violentemente la testa". La pronta reazione della madre e di una cugina, operatrice sanitaria, ha permesso di contattare tempestivamente il 118 per richiedere un intervento d'urgenza. I tempi di risposta e l'efficacia dell'assistenza medica sono stati a dir poco deludenti, mettendo a rischio la vita del paziente.

Durante la telefonata al servizio di emergenza, la cugina del carabiniere avrebbe chiesto esplicitamente l'invio di un'ambulanza medicalizzata, considerando la gravità delle condizioni del paziente, che intanto aveva perso conoscenza e stava perdendo sangue dalla nuca. Quando la prima ambulanza è arrivata dalla vicina Frigento, non era presente alcun medico a bordo, rallentando di fatto le procedure di soccorso.

Successivamente, una seconda ambulanza del 118 è giunta sul posto senza un medico a bordo, aumentando ulteriormente i ritardi nell'assistenza al paziente. Solo dopo alcuni interventi di primo soccorso sul posto, il padre del carabiniere è stato trasportato all'ospedale di Sant'Angelo dei Lombardi, dove si è svolto un lungo e angosciante periodo di attesa prima che fosse effettuata una tac che ha rilevato un ematoma alla nuca con forte emorragia.

"È inaccettabile che mio padre sia stato abbandonato al suo destino"

"Durante le ore di attesa al pronto soccorso, mio padre ha perso nuovamente conoscenza, segno inequivocabile del peggioramento delle sue condizioni", ha dichiarato il carabiniere. Nonostante l'urgenza della situazione, i sanitari dell'ospedale di Sant'Angelo dei Lombardi hanno tardato oltre tre ore e mezza prima di decidere il trasferimento del paziente in un'altra struttura ospedaliera più attrezzata.

Il trasferimento all'ospedale di Avellino, San Giuseppe Moscati, è avvenuto con un ritardo di oltre sette ore dall'incidente, compromettendo ulteriormente le possibilità di recupero del paziente. "È inaccettabile che mio padre sia stato lasciato in balia delle circostanze, privato delle cure necessarie per salvargli la vita", ha affermato il carabiniere con amarezza.

L'intervento chirurgico eseguito all'ospedale di Avellino è stato l'ultimo tentativo disperato di limitare i danni dell'ematoma, ma purtroppo il paziente è entrato in uno stato di coma farmacologico irreversibile. "Mio padre sin da subito non ha ricevuto le giuste cure che avrebbero potuto impedire il coma ed altri danni che sicuramente emergeranno dal successivo quadro clinico", ha aggiunto il carabiniere con rabbia e dolore.

Alla luce di questa tragica vicenda, emerge una serie di gravi negligenze da parte degli operatori sanitari, che hanno compromesso gravemente la vita del paziente. "Gli operatori del 118 dovevano intervenire immediatamente e condurre il paziente d'urgenza presso una struttura adeguata", ha sottolineato l'avvocato Guerriero. La famiglia del carabiniere chiede giustizia per il loro caro e sollecita un'indagine approfondita sulle circostanze che hanno portato a questo tragico epilogo, affinché simili errori possano essere evitati in futuro e sia garantita una giusta tutela della salute dei cittadini. Per questo motivo, il militare ha dato mandato al proprio legale di presentare querela. La sensazione è che questa storia sia solo al principio.

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