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Comitato d'affari al Tribunale di Salerno: nei guai anche un irpino

L'inchiesta è stata avviata dai pm Celeste Carrano e Ida Frongillo della procura di Napoli - competente ad indagare sui magistrati del distretto di Salerno - coordinati dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino

Un comitato di affari che operava all'interno del Palazzo di Giustizia di Salerno. Una storia che macchia la giustizia e non risparmia nessuno. Lo scenario investigativo fa rabbrividire: giudice, avvocati, cancellieri e un funzionario della Provincia, per una serie di reati che vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione in atti giudiziari, abuso di ufficio, traffico di influenze, millantato credito, rivelazione di segreto di ufficio e accesso abusivo in un sistema informatico.

L'inchiesta è stata avviata dai pm Celeste Carrano e Ida Frongillo della procura di Napoli - competente ad indagare sui magistrati del distretto di Salerno - coordinati dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino.

Un ruolo centrale sarebbe stato rivestito, secondo l'ipotesi accusatoria al vaglio della procura di Napoli, dal giudice Mario Pagano, 56 anni, che è stato in servizio nella sezione civile del Tribunale di Salerno prima di trasferirsi al Tribunale di Potenza. In particolare, Pagano avrebbe raccolto informazioni sulle cause che gli venivano «segnalate» da esponenti del presunto sodalizio allo scopo di pilotare i fascicoli ed assegnarli a giudici «compiacenti» o da contattare per «condizionarne la decisione».

Nella "banda" per gli inquirenti anche Nicola Montone, residente a Montoro,  funzionario presso l'ufficio recupero crediti del Gip del Tribunale di Salerno e cognato del giudice.

Per verificare la fondatezza di una serie di elementi acquisiti da intercettazioni telefoniche, i pm hanno incaricato la squadra mobile di Napoli di eseguire una serie di perquisizioni.

Nel mirino della magistratura anche gli avvocati Augusta Villani (che è anche Got, giudice onorario a Salerno), Michele Livrieri, assistente giudiziario addetto alla cancelleria degli Affari civili, gli avvocati Giovanni Pagano e Gerarda Torino, il tributarista Michele Torino, e Renato Coppola, dipendente della Provincia di Salerno e considerato il "factotum" di Pagano.

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