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Imprenditore minacciato: "Non devi acquistare quel bene all'asta"

Il fabbricato era andato in asta giudiziaria il 29 maggio scorso nel tribunale di Nola, e il boss e i suoi complici avevano subito capito che 'l'affare' stava sfumando a favore di M.N., imprenditore avellinese

Prima hanno offerto mille euro a un imprenditore di Avellino per farlo desistere da rilanciare sull'offerta in un'asta per l'aggiudicazione di un immobile di un'azienda fallita nel 2005, poi sono passati alle minacce camorristiche.

Ma il gip di Napoli, Roberto D'Auria, dopo indagini dei carabinieri, ha emesso una misura cautelare in carcere per il boss di Pomigliano d'Arco Nicola Foria, per l'ex titolare sulla carta della societa' e quindi dell'immobile in localita' Masseria Papaccio, Tommaso Rega, e per Giuseppe Falco, l'uomo che avrebbe dovuto acquistarla all'asta in quanto prestanome del capoclan; un avvocato penalista del Foro di Nola, L.E., legale del boss, e' poi destinatario del divieto di esercitare la professione per sei mesi.

Al centro dell'inchiesta condotta dai militari del gruppo di Castello di Cisterna il boss Nicola Foria e un immobile che fino al fallimento era della spa di cui era intestatario Rega; tutti gli indagati devono rispondere di concorso in tentata estorsione aggravata e turbativa d'asta con metodo mafioso. I

Il fabbricato era andato in asta giudiziaria il 29 maggio scorso nel tribunale di Nola, e il boss e i suoi complici avevano subito capito che 'l'affare' stava sfumando a favore di M.N., imprenditore avellinese. Allora in tre lo avvicinano e gli offrono mille euro per non partecipare ai rilanci: "prendi questi mille euro subito e te ne vai - dice uno di loro - oppure io sono un camorrista di Pomigliano e ti uccido".

Una pressione cosi' incalzante che l'uomo si rifugia presso la sede dell'Ordine degli avvocati e poi va a sporgere denuncia. L'asta non si chiude, e viene rimandata. Pochi giorni dopo, il 2 giugno, il boss va a casa dell'imprenditore ed e' esplicito. "Sono don Nicola Foria, fratello della buonanima Salvatore. L'immobile era di mio fratello e adesso e' mio. Ringrazia le telecamere (quelle del sistema di videosorvegliaza, ndr.)che se no ti avrei sparato". Nel corso della notifica delle misure cautelari sono state sottoposte a sequestro preventivo tre societa' del settore dell'edilizia e dei trasporti commerciali, dodici fabbricati, quattro terreni e dieci conti correnti per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.

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