Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Gridelli: "Solo il 15% dei malati di tumore al polmone non è fumatore"

"Molto importanti anche i dati della sopravvivenza a uno e due anni, pari al 51 per cento e al 25 per cento dei pazienti", ha spiegato Cesare Gridelli, presidente AIOT e direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell'Ospedale 'Moscati' di Avellino

 Il 20 per cento dei pazienti con tumore del polmone in fase avanzata e' vivo a tre anni. E' il piu' importante risultato mai ottenuto finora grazie a nivolumab, un farmaco immunoterapico innovativo, disponibile in Italia per uso compassionevole. Le nuove prospettive offerte dall'immunoterapia sono al centro della conferenza internazionale Immunotherapy and cancer, reality and hopes, promossa dall'AIOT (Associazione Italiana Oncologia Toracica), che si svolge domani a Napoli. I temi principali del convegno sono stati presentati oggi a Roma in un incontro con i giornalisti.

"Molto importanti anche i dati della sopravvivenza a uno e due anni, pari al 51 per cento e al 25 per cento dei pazienti", ha spiegato Cesare Gridelli, presidente AIOT e direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell'Ospedale 'Moscati' di Avellino. "Solo il 15 per cento dei casi di tumore del polmone - ha continuato - riguarda i non fumatori, che di solito presentano mutazioni genetiche e possono essere trattati con farmaci a bersaglio molecolare. Ma l'85 per cento delle diagnosi interessa i tabagisti, che non sono caratterizzati da queste alterazioni e non disponevano finora di alcuna arma realmente efficace. L'immunoterapia e' la nuova frontiera nel trattamento di questa malattia e ha dimostrato di offrire benefici a lungo termine indipendentemente dalla presenza di mutazioni genetiche. Non solo, sta evidenziando risultati rilevanti sia nella forma metastatica non a piccole cellule squamosa che nell'adenocarcinoma, in particolare nei pazienti gia' trattati, cioe' in seconda e terza linea".

In Italia nel 2014 sono state stimate 40.000 nuove diagnosi. Nel 2011 si sono registrate 33.706 morti . "L'immunoterapia aumenta la sopravvivenza globale di circa tre mesi rispetto alla chemioterapia e, soprattutto, possiamo parlare di pazienti vivi a distanza di un triennio", ha detto Filippo de Marinis, Past President AIOT e Direttore della Divisione di Oncologia Toracica all'IEO di Milano. Con la chemioterapia la sopravvivenza in fase avanzata invece non supera i 10 mesi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Gridelli: "Solo il 15% dei malati di tumore al polmone non è fumatore"

AvellinoToday è in caricamento