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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Gesualdo

Gesualdo-San Potito finisce in rissa: le versioni dei due club sono discordanti

La sentenza della giustizia sportiva arriverà giovedì

Sul risultato di 1-0 per i padroni di casa, è scoppiata una violenta rissa tra Gesualdo e Atletico San Potito. Il match è stato sospeso al 75'.  La sentenza della giustizia sportiva arriverà giovedì. Ecco la versione delle due società: 

 “In qualità di presidente mi scuso per l’atteggiamento condannabile di qualche mio tesserato ma sono al contempo disgustato – ha spiegato il patron Giovanniello – dalla farsa messa in atto dai calciatori di un San Potito che, considerato l’andamento della gara, aveva tutti gli interessi a concludere in anticipo il match. In seguito all’espulsione di due elementi in campo, uno degli ospiti e uno del Gesualdo, per doppia ammonizione, gli animi si sono surriscaldati; un nostro dirigente, intervenuto per placarli, ha allontanato un calciatore avversario che a quel punto ha simulato palesemente di aver incassato un colpo. Quest’atteggiamento ha reso il clima più pesante, tutti noi ci siamo sentiti presi in giro. Un nostro calciatore, sbagliando, ha colpito di struscio l’avversario a terra; questi ha lamentato un ulteriore forte colpo alla testa, indicando una ferita che in realtà si era procurato poco prima in uno scontro di gioco. Il calciatore in questione è stato trasportato all’ospedale in ambulanza e il San Potito ha richiesto l’intervento della forza pubblica che è giunta tempestivamente sul campo, il più sicuro, tengo a sottolineare, di tutto il girone. Tutto è tornato alla normalità; c’erano tutte le condizioni, utilizzando anche un po’ di buon senso e sicuramente dopo aver punito gli autori dei gesti deprecabili da un lato e dall’altro, per riprendere la gara, ma l’arbitro ha optato per una decisione assurda assecondando il volere dei calciatori del San Potito. Ci aspettiamo che la federazione riconosca l’abbandono degli avversari e, soprattutto, che mandi giacchette nere più esperte e competenti”. 

 Non si è fatta attendere la replica degli ospiti: 

“Siamo stati accolti con minacce che dai cancelli nel pre-gara – afferma, invece, la dirigenza del San Potito – si sono trasferite al terreno di gioco, dove abbiamo subito falli al limite dal primo minuto. Dopo 3′, il nostro allenatore è stato costretto a sostituire Romano dopo un intervento killer. Dovevano, parole loro, vendicare qualcosa, ma non riusciamo ancora adesso a capire cosa. Un nostro calciatore, spinto a terra e colpito violentemente alla testa, è stato ricoverato con prognosi di quindici giorni. Dopo l’episodio del calcio in volto, a coronamento di un atteggiamento vergognoso, l’arbitro ha sospeso momentaneamente la gara e a quel punto abbiamo preferito preservare l’incolumità dei nostri tesserati. In quelle condizioni sarebbero stati ‘solo’ altri 15′ di far west”.

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