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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Cronaca

Genitori trovano il coraggio di denunciare il figlio violento: “Appena mi daranno i soldi ucciderò tutti, voi compresi”

Troppe volte le tragedie sono avvenute perché non si è intervenuti in tempo. Fate in modo che, questa storia, non diventi solo l’ultima di una lunga serie di vicende fatte d'indifferenza e abbandono

È una storia terribile quella che giunge da Avellino. Questa sera, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri del capoluogo, due genitori hanno trovato il coraggio di denunciare le violenze del figlio. Quest’ultimo, ormai, con comportamenti aggressivi e violenti divenuti imprevedibili e all'ordine del giorno, sta rendendogli impossibile vivere la quotidianità. I genitori hanno cercato, fino a questo momento, di assecondare le richieste del figlio ma, dopo aver ricevuto l’ennesima gravissima minaccia di morte “Appena mi daranno i soldi ucciderò tutti, voi compresi”, la misura è stata colma.

“Sente voci che lo chiamano e vuole che le sentiamo anche noi”

Stando a quanto si apprende, il protagonista di questa vicenda, in passato, è stato seguito dapprima presso la Comunità la Casa sulla Roccia e dopo presso il Sert di Avellino; dove ha seguito un percorso riabilitativo che, purtroppo, non ha sortito effetti: “Dice frasi disconnesse e senza senso. Sente spesso delle voci che lo chiamano e, nello stesso tempo, va in escandescenze perché vuole che le sentiamo anche noi. Senza alcun motivo diventa aggressivo sia verso di me, sia verso mio marito. L'altro giorno si è scagliato contro mio marito colpendolo al collo con degli schiaffi”.

“La nostra vita è stata annullata, aiutateci”

Il racconto della donna prosegue e, dinanzi i carabinieri, vengono elencate tutte le angosce e le paure che, ormai, hanno completamente straziato la vita dei due coniugi: “Abbiamo paura di nostro figlio. Abbiamo paura anche di una sua reazione. Stare in casa, continuamente, con un figlio che sistematicamente dice frasi sconnesse, urla e proferisce parole senza senso, mette angoscia e crea problemi con il lavoro. Io credo che mio figlio abbia bisogno di essere coattivamente seguito da uno psichiatra, ma lui non vuole in alcun modo ricevere aiuto. Ogni volta che tentiamo di aiutarlo veniamo aggrediti sia verbalmente, sia fisicamente. In passato sono stata anche aggredita fisicamente da mio figlio ma non mi sono mai fatta refertare. Provo timore al solo pensiero che, il prossimo anno, potrò andare in pensione; perché dovrò passare più tempo in casa e sarò costretta a passare più tempo con lui e questo mi spaventa”.

La speranza di questi genitori è anche la nostra: chi di dovere intervenga immediatamente per prendersi cura di questa persona. Troppe volte le tragedie sono avvenute perché non si è intervenuti in tempo. Fate in modo che, questa storia, non diventi solo l’ultima di una lunga serie di vicende fatte d'indifferenza e abbandono.

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