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Montefredane, furto di rame: arrestati i ladri

Sono stati trovati e sequestrati alcuni scanner radio che opportunamente sintonizzati permettono di essere a conoscenza, in tempo reale, delle presenza sul territorio delle Forze di Polizia

Il furto compiuto da tre malviventi è avvenuto nelle prime ore della mattinata a Montefredane in danno di una ditta produttrice di materiale in rame e fornitrice di cavi e componenti per reti elettriche in ambito europeo.  Dopo aver letteralmente reciso con una grossa cesoia una sezione di recinzione in metallo, in modo da poter facilmente accedere al deposito della ditta, si sono introdotti all'interno ed hanno asportato un notevole quantitativo di cavi e materiale in rame per un peso complessivo di 1300 Kg, che veniva poi riposto all’interno di un furgone.

Gli stessi l’avrebbero fatta franca se non fosse stato per il fatto che il furgone sul quale viaggiavano veniva notato ed intercettato dalle Volanti di PoliziaAlla vista delle Volanti, l’autista del furgone, nonostante avesse ricevuto l’alt di Polizia   ha cercato  di allontanarsi ma vistasi preclusa ogni possibile via di fuga,  ha parcheggiato sul ciglio della strada il veicolo, per poi discendervi unitamente ai complici e tentare una fuga a piedi. Questi però sono stati immediatamente raggiunti e bloccati dagli Agenti. Alle prime domande dei poliziotti i tre lasciavano intendere di non comprendere, nonostante, come poi evidenziato, capissero perfettamente l’italiano.

E’ stato necessario quindi procedere ad una perquisizione personale che ha consentito di rinvenire denaro in contante per circa 600 euro e ad una veicolare nel furgone che ha permesso il rinvenimento del materiale rubato, consistente in cavi in rame di grossa sezione, completi del rivestimento in gomma. Sono stati altresì trovati e sequestrati alcuni scanner radio che opportunamente sintonizzati permettono di essere a conoscenza, in tempo reale, delle presenza sul territorio delle Forze di Polizia, segno evidente quest’ultimo che gli stessi oltre a poter disporre di moderna tecnologia erano provetti ladri e esperti scassinatori.  

Nonostante l’evidenza dei fatti, i tre si dichiaravano estranei al furto ma la responsabilità in concorso degli stessi veniva ulteriormente confermata dal fatto che tutti e tre avevano scarpe e pantaloni completamente bagnati e ciò perché  per poter accedere alla recinzione del deposito oggetto del furto, avevano superato un piccolo corso d’acqua, non evitabile per agire indisturbati rispetto ad altri punti di accesso. Sottoposti in Questura a rilievi fotodattiloscopici si accertava che solo il 26enne non era gravato da pregiudizi di Polizia a differenza degli altri due che annoverano a proprio carico vari alias oltre a precedenti specifici per furto. Al termine dell’iter burocratico sono stati associati presso la locale casa Circondariale mentre il materiale rinvenuto è stato riconsegnato al titolare dell’azienda.

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